LA COMPOSIZIONE


Quando lo spettatore vede un’inquadratura non la coglie nel suo insieme, ma sposta rapidamente lo sguardo da un punto all’altro della stessa; l’ordine che egli segue in questo zigzagare degli occhi e il tempo di permanenza sulle diverse aree del quadro possono essere ragionevolmente immaginati dagli autori delle opere cinetelevisive, consentendo loro di valorizzare alcuni elementi a scapito di altri. 

La composizione in ambito cinetelevisivo costituisce dunque l’insieme degli accorgimenti che consentono ai realizzatori di indirizzare lo sguardo del pubblico verso quegli elementi visivi che ritengono importanti ai fini della narrazione.
La composizione cinetelevisiva possiede alcuni aspetti comuni con la composizione in campo pittorico e fotografico, ma differisce in tre aspetti fondamentali: a. può mutare all’interno della stessa inquadratura (quando c’è un movimento dei corpi oppure della camera) b. può completarsi in una o più inquadrature successive c. è fondamentale per gestire con precisione lo sguardo del pubblico. 

Gli elementi con cui si costruisce qualsiasi composizione cinetelevisiva sono: i corpi (tutto ciò che si distingue dallo sfondo), lo sfondo, il vuoto e la cornice (i limiti del quadro). Gli autori di opere cinetelevisive devono disporre i corpi (e modificarne le caratteristiche formali, se necessario, ad esempio illuminandoli) e scegliere opportunamente il punto di ripresa (che quasi sempre determina il ruolo dello sfondo e la presenza del vuoto) in modo tale che gli elementi diano vita, in relazione alle caratteristiche della cornice, ad una composizione che permetta di far coincidere gli scopi della comunicazione con ciò che il pubblico in effetti vede e valorizza.


Le proprietà dei corpi

Al cinema e alla tv si è attratti visivamente da tutto ciò che si distingue dall’omogeneità del contesto. Ciò che distingue un corpo dal suo intorno diviene una sua proprietà. In ogni composizione si confrontano corpi che attraggono più o meno l'attenzione, ovvero che hanno maggiore o minore peso rispetto agli altri. Il peso dipende dal numero, dall’intensità e dalla tipologia delle proprietà di un corpo. Il vuoto e lo sfondo esercitano un peso specifico rispetto ai corpi in misura direttamente proporzionale all’area che occupano nell’inquadratura.

Le proprietà dei corpi possono essere narrative o formali. Narrative: a parità di condizioni l'attenzione sarà attratta dal corpo che: a. era già conosciuto b. non è congruente con gli altri elementi della narrazione c. i personaggi stanno cercando d. ha un alto valore informativo e. agisce.

Le proprietà formali più importanti che concorrono alla costruzione della composizione cinetelevisiva sono: movimento, grandezza, nitidezza, luminosità, colore.

Se le aree dello sfondo e del vuoto sono molto consistenti rispetto al corpo, il loro peso aumenta e incombe sugli elementi visualizzati accentuandone la sensazione di isolamento o oppressione, specie se questi sono decentrati. 



La disposizione

La disposizione sta ad indicare la posizione assunta da tutti gli elementi all’interno del quadro, considerato come un piano privo di profondità, e le relazioni che tra loro si stabiliscono grazie al peso delle rispettive proprietà, alla vicinanza reciproca e alla collocazione ri- spetto alla cornice. La disposizione è parte, insieme al punto di ripresa, della messa in quadro, cioè della scelta degli elementi da includere entro una certa inquadratura. Nella pratica realizzativa, disposizione e punto di ripresa sono praticamente inscindibili.


Disposizione accentrata

Quando un corpo attrae da subito l’attenzione rispetto agli altri elementi e la mantiene. 


Disposizione gerarchica

Quando si stabilisce una gerarchia tra gli elementi in modo tale che l’attenzione cada prima su uno poi sugli altri.


Disposizione equilibrata

Quando l’attenzione tra i diversi corpi è ben distribuita e lo sguardo passa indifferentemente dall’uno all’altro.


Una accurata collocazione dei corpi nello spazio permette allo sguardo di scorrere da un punto di interesse all'altro, specie se la loro disposizione disegna figure geometriche familiari al pubblico (un triangolo, ad esempio).


Disposizione sbilanciata

Quando il vuoto o lo sfondo o le cornici prevalgono col loro peso sull’elemento.


Disposizione decentrata

Quando non prevale nessun corpo in particolare. 


Disposizione lineare

Quando  i corpi sono distesi lungo una traiettoria che può essere parallela ad una delle cornici, o diagonale, oppure ondulata. 


Esempi di analisi compositiva, utili per l'elaborazione delle schede di lavoro proposte di seguito.

Una serie di inquadrature mostrano il personaggio che sta cercando inutilmente il figlio. Non c'è nessuna ragione per sospettare un evento tragico, eppure l'angolazione e la composizione delle inquadrature della sequenza suggeriscono che forse qualcosa di sinistro è accaduto. In questa inquadratura è il ferro da stiro a stare in primo piano mentre il personaggio è collocato sul piano intermedio, sfuocato. Il fatto di mettere in evidenza un oggetto privo di importanza ma che si erge frontalmente rispetto allo spettatore, è acuminato e sembra essere stato abbandonato all'improvviso, inconsciamente rimanda a qualcosa di "strano". Del resto il personaggio, pur trovandosi sul piano intermedio, è messo in evidenza da tre proprietà: è in movimento, è in controluce rispetto allo sfondo (e ciò fa risaltare meglio la sua silhouette) ed è incorniciato dalla porta. Dunque lo spettatore non lo perde mai di vista, ma lo sguardo è "disturbato" da una presenza "innecessaria" che rimanda al vuoto inquietante e alla misteriosa sparizione del figlio.

La prima inquadratura è una panoramica verticale che dalla ripresa del pieno cielo si ferma su una casa. La seconda è una panoramica orizzontale che mantiene la stessa velocità della prima e che scorre lungo il corpo disteso di Alison fino a inquadrarla in PM, mentre sul piano intermedio vi è una figura di schiena sfuocata e lo sfondo mostra delle tende che si muovono al vento. Nella prima, la composizione isola la casa su un grande sfondo nitido. La piccolezza della casa e il nitore e la luminosità dello sfondo fanno sì che quest'ultimo prevalga in modo che la casa appaia ancor più isolata. La seconda inquadratura mostra Alison che guarda fisso in avanti alludendo ad un oggetto inesistente. La composizione non lascia dubbi che sia lei la protagonista della sequenza. Lo spettatore è portato a pensare che ella stia riflettendo e ad associare questo pensiero all'inquadratura precedente ed anche all'inizio della panoramica (le tende che si muovono al vento). L'aver valorizzato all'inizio della prima panoramica il cielo e l'aver mantenuto lo stesso movimento panoramico e alla stessa velocità, "lega" le due inquadrature facilitando la sensazione che la composizione della prima inquadratura e lo sfondo della seconda alludano alla percezione soggettiva del personaggio, ad uno stato d'animo sospeso tra isolamento e astratte aspettative.


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Scheda di lavoro sull'analisi della composizione in un film.
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Scheda di lavoro n.1 sulla composizione
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Scheda di lavoro n.2 sulla composizione
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Scheda di lavoro n.4 sulla composizione
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Scheda di lavoro n.5 sulla composizione
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Scheda di lavoro n.6 sulla composizione
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Scheda di lavoro n.7 sulla composizione
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La composizione
Introduzione alla composizione audiovisiva in forma di presentazione per le classi Seconde della prof. Rossana D'Aria del Liceo Artistico di Brera, Milano.
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La composizione del quadro
di Marianna Procino
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Le regole della Gestat
slideshow di Lucio Merrone
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