IL FORMATO DELL'INQUADRATURA


Il formato sta ad indicare tre caratteristiche fisiche dell'inquadratura: la forma, il rapporto d'aspetto, la dimensione.

LA FORMA DELL'INQUADRATURA

La forma dell'inquadratura da sempre è rettangolare, dato che gli spettatori erano già abituati alle forme tipiche della gran parte delle fotografie e delle pitture. La luce che entra dall'obiettivo formerebbe in realtà sul piano focale una immagine circolare se non fosse che mascherini o sensori ne "tagliano" una considerevole parte per ricavarne un rettangolo.Eppure non si tratta di una forma "naturale" dato che la visione umana è ovoidale. Anche per questo la composizione del quadro, tenendo distanti dalla cornice gli elementi di interesse, agisce in modo da non far notare troppo la presenza e la rigidità dei bordi. Si tenga conto però che vi sono diversi film d'autore che lavorano sui margini, mettendoli apposta in evidenza, ad esempio lasciando che un personaggio sia "tagliato" da una cornice. Può accadere per sottolineare il carattere di finzione del film, oppure per creare un effetto di straniamento o di osservazione distaccata, simile a quella che si prova guardando le immagini di una camera di sicurezza.

La forma rettangolare ha sempre avuto la base superiore all'altezza perché la visione umana è orientata in senso orizzontale. Solo recentemente si sta popolarizzando, grazie agli smartphone, un formato verticalizzato adatto alle riprese, dove vengono valorizzate le figure intere a scapito del contesto.

IL RAPPORTO D'ASPETTO DELL'INQUADRATURA

Il rapporto d'aspetto indica la relazione proporzionale tra base e altezza dell'inquadratura. Questo rapporto è andato incontro alle più diverse soluzioni nel corso della storia del cinema e della tv, in generale evolvendo verso una maggiore orizzontalità. 

Il rapporto d'aspetto è di importanza decisiva ai fini dell'organizzazione degli elementi del quadro. Ad esempio un PP all'interno di una inquadratura con un rapporto d'aspetto molto orizzontale contiene elementi dell'ambiente circostante che sarebbero esclusi da un rapporto d'aspetto più "quadrato". I formati panoramici consentono spettacolari inquadrature che valorizzano paesaggi e scene movimentate, ma rendono difficoltoso valorizzare le figure umane: una FI rischia di perdersi, ad esempio.

Per questo i film dove sono importanti le relazioni tra gli individui, prediligono rapporti d'aspetto ridotti, i film d'azione e d'avventura solitamente si affidano a rapporti d'aspetto alti (più orizzontali).

Misure del rapporto d'aspetto

Il rapporto d'aspetto è sempre formato da due numeri separati dal segno divisore (:) o moltiplicatore (x). Il primo indica la base e il secondo l'altezza. Vi sono tre diverse maniere di calcolare i due numeri:

a. il primo, usato in campo cinematografico, riporta la misura dell'altezza all'unità; ad esempio 1.33:1, e ve ne sono decine; in pratica un rapporto d'aspetto 1.33:1 sta ad indicare che la base è 1,33 volte più grande dell'altezza; più questo rapporto è grande (quindi più è grande il primo numero) e più la superficie visibile è "panoramica" (widescreen), cioé più larga che alta; correntemente per indicare questi rapporti d'aspetto si nomina solo il primo numero dando per scontato che il secondo è 1; 

b. il secondo riduce entrambe le misure a numeri interi non divisibili tra loro, ed è usato in campo televisivo; sono sostanzialmente due: 4:3 (non panoramico) e 16:9 (panoramico);

c. il terzo è usato nell'ambito dei display per computer e coincide con la risoluzione (ovvero il numero dei pixel della base moltiplicato per il numero dei pixel in altezza); ad esempio: 1920x1080.

Spesso questi rapporti d'aspetto sono tra loro equivalenti. Così ad esempio il rapporto d'aspetto dei monitor televisivi non panoramici (4:3) corrisponde al 1.33:1 del rapporto d'aspetto del fotogramma cinematografico standard fino agli inizi degli anni '50, e corrisponde anche al rapporto d'aspetto dello standard tv PAL (il vecchio SD) che è 768x576, ed anche a quello dei vecchi display per computer VGA (640x480) e SVGA (800x600). Lo standard video panoramico 16:9, quindi, può anche esprimersi "cinematograficamente" con 1.78:1. Anche i tre formati televisivi per l'alta definizione e che sono normalmente indicati in pixel (HD ready 1280x720, HD 1920x1080, UHD 3840 x 2160) sono dei 16:9. 

Il rapporto d'aspetto (in inglese: aspect ratio) indica la relazione tra la base e l'altezza non solo delle inquadrature finali, ma anche di quelle originariamente riprese. Non sempre queste misure coincidono. Vi sono autori che riprendono con rapporti d'aspetto poco panoramici (adatti poi alla trasposizione su televisori) per poi "mascherare" in fase di proiezione nei cinematografi. Del resto i film girati in formato molto panoramico sacrificano nella trasposizione tv i lati verticali dell'immagine o sono costretti a mostrare le bande nere. I televisori 16:9 non risolvono completamente il problema (nonostante siano il 34% più larghi dei vecchi 4:3), per esempio non sono in grado di visualizzare a pieno schermo i film in CinemaScope (2.35:1).

Nell'immagine che segue vengono messi a confronto l'area rossa del tipico rapporto d'aspetto tv 4:3, con quella verde della tv panoramica 16:9 e quella cinematografica 2.35:1 (CinemaScope).

I più importanti rapporti d'aspetto cinetelevisivi

1.19:1 Rapporto d'aspetto dei fotogrammi per pellicole cinematografiche 35mm (movietone) in auge tra gli anni '20 e gli anni '30 in Europa ("M", r. di Fritz Lang, Germania, 1931).

1.33:1 Rapporto d'aspetto dei fotogrammi della pellicola dei film muti 35mm,  dello standard tv PAL 768x576, dei display televisivi 4:3, e di numerosi standard di display per computer.

1.37:1 Rapporto d'aspetto dei fotogrammi della pellicola 35mm dei film prodotti tra  il 1932 e il 1953, chiamato "Academy Standard", oggi usato solo occasionalmente, più spesso in Europa. E' anche il rapporto d'aspetto standard dei fotogrammi della pellicola cinematografica 16mm.

1.5:1 Rapporto d'aspetto dei fotogrammi della pellicola 35mm usata per la fotografia.

1.66:1 Rapporto d'aspetto per la proiezione delle pellicole cinematografiche panoramiche (widescreen) europee.

1.78:1 Rapporto d'aspetto dei display televisivi panoramici (widescreen)  16:9, degli standard tv in alta definizione (1280x720, 1920x1080, 3840 x 2160).

1.85:1 Rapporto d'aspetto per la proiezione delle pellicole cinematografiche panoramiche (widescreen) USA; chiamato anche "flat".

1.9:1 Rapporto d'aspetto del cinema digitale, più comunemente indicato con la risoluzione: 4096x2160.

2.2:1 Rapporto d'aspetto per la proiezione delle pellicole cinematografiche 70mm introdotte negli anni '50.

2.35:1 Rapporto d'aspetto per la proiezione delle pellicole cinematografiche 35mm con lenti anamorfiche, per il CinemaScope (o "scope").

LA DIMENSIONE DELL'INQUADRATURA

In generale se si registra su un supporto (pellicola) di ampie dimensioni o tramite un CCD con alto numero di pixel, teoricamente la definizione dell'immagine è migliore. In ogni caso però queste opere per essere fruite devono essere poi visualizzate con mezzi di riproduzione che non assicurano tutta la qualità con cui erano stati ripresi.

In generale si possono dividere i dispositivi di riproduzione in tre categorie secondo la dimensione dell'area che assicurano all'inquadratura:

- area piccola: smartphone, clip video visibili sul web, monitor tascabili. Le opere appositamente prodotte per quest'area comprendono i moderni prodotti per piattaforme digitali video. Per esempio molti programmi di youtuber, proprio per tener conto delle ristrette dimensioni dell'area, lasciano molto poco spazio all'ambiente, occupando con la propria presenza quasi tutta l'inquadratura; tra gli anni '60 e '70 si era diffusa anche una pellicola con quadri di piccole dimensioni, il Super8;

- area media, corrispondente a monitor che vanno dai display dei computer ai televisori domestici. Anche se si stanno diffondendo impianti domestici di notevoli dimensioni, i programmi tipicamente televisivi tengono conto dell'area relativamente ridotta che sarà messa a disposizione per la loro fruizione. Per questo in generale tendono ad evitare CL e CLL e privilegiano composizioni semplici e relazioni prospettiche poco profonde;

- area grande, corrispondente ai cinematografi, o ai videoproiettori di grandi dimensioni con schermi delle più svariate dimensioni da pochi metri fino all'IMAX di Sidney che misura 35x29m. Le opere cinematografiche studiate per i grandi schermi possono permettersi tutti i tipi di inquadrature, anche se le dimensioni aumentano i pericoli che lo sguardo dello spettatore "si perda", per questo l'attenzione alla composizione è di solito molto forte. 


La visione dell'occhio umano




Download
Il formato dell'inquadratura
versione stampabile, senza immagini
formato.pdf
Documento Adobe Acrobat 76.8 KB
Download
Scheda di lavoro sulle proprietà del quadro.
Da somministrare dopo aver terminato tutte le unità riguardanti le proprietà del quadro (Formato, Velocità, Combinazione, Qualità, Durata)
scheda_lavoro_proprieta_quadro.pdf
Documento Adobe Acrobat 52.8 KB
Download
Aspect Ratio. Lettura sul "formato d'aspetto", in lingua inglese
Aspect_Ratio.pdf
Documento Adobe Acrobat 43.9 KB