L'ACTION MOVIE


Il genere Action Movie si caratterizza per essere costituito in larga parte da sequenze dove agisce incontrastato un singolo eroe e dove l'azione è enfatizzata al massimo a scapito della psicologia dei personaggi e della complessità drammaturgica. Nasce e si sviluppa negli USA.

Il genere incrocia il thriller, di cui prende in prestito l'importanza dell'azione, il film d'avventura con cui ha in comune la scarsa preoccupazione per la verosimiglianza e l'assenza di paura (e di una qualsiasi dimensione psicologica) dell'eroe, e il war film per i momenti spettacolari come esplosioni, sparatorie, ecc. dal quale si distingue però, anche per l'accentuato individualismo.

Si è soliti considerare come film capostipite di questo genere First Blood (Rambo, r. di Ted Kotcheff, con Sylvester Stallone, 1982), ma i suoi diretti progenitori sono film minori degli anni '70 realizzati in controtendenza rispetto a quelli di segno progressista e che andavano per la maggiore. Sono i film interpetati da Clint Easwood nei panni dell'ispettore Callaghan (Dirty Harry, Ispettore Callaghan, il caso Skorpio è tuo, 1971, è uno dei primi film insieme a Bullitt del 1968 e The French Connection del 1971 a mostrare un inseguimento secondo canoni che diverranno poi classici), ma soprattutto quelli interpretati da Charles Bronson (ad esempio Death Wish, Il giustiziere della notte, 1974 con ben 4 seguiti). In questi film un individuo solitario, rabbioso, fondamentalmente depresso, subisce una grave ingiustizia da qualcuno, di solito "delinquenti", e si trova a non poter far ricorso alla giustizia ordinaria (polizia, giudici, ecc.) perché troppo debole e burocratizzata per affrontare il crimine (un genere analogo era apparso nello stesso periodo anche in Italia, il poliziottesco); costretto ad agire da solo, sgomina alla fine nemici di gran lunga superiori per numero e forza. Si trattava di film che intercettavano il favore di un pubblico che negli anni della contestazione voleva una sorta di ritorno all'ordine, una ricostituzione dello stato forte, la fine di una fase percepita come incerta, e dunque trovava una soddisfazione consolatoria nella visione di film in cui si vedeva identificato nel ruolo di giustiziere solitario. Questi filoni, ibridandosi con quello di James Bond (che aveva guadagnato un largo successo a partire dagli anni '60, e in cui abbondavano spettacolari sequenze di azione e presentava come protagonista un eroe indomito e dalle infinite risorse), dettero alla fine vita all'Action Movie.

Si tratta di un genere intimamente "reazionario", nel senso che intende "tornare indietro" a un'epoca imprecisata in cui le donne erano più sottomesse, e uomini non troppo intelligenti ma forti dominavano sul resto del branco. Un'epoca non solo senza strutture statali, ma sostanzialmente pretribale. First Blood è una delle poche pellicole a dare implicitamente un giudizio positivo sulla partecipazione statunitense alla guerra del Vietnam, mostrando i vietcong come sadici torturatori, e i reduci come vittime cui non è stato offerto l'onore che avrebbero meritato. Non a caso il film uscì poco dopo l'elezione di Reagan alla Casa Bianca e l'inizio della seconda guerra fredda.

Data l'importanza cruciale dell'eroe protagonista, gli Action Movie sono conosciuti non tanto per i registi e gli sceneggiatori, quanto per gli attori (il cui nome è sempre posto in grande evidenza nei poster pubblicitari), chiamati sempre ad intepretare, in pratica, lo stesso personaggio, come Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis, Sylvester Stallone, Vin Diesel.

Il film che dopo First Blood ha influenzato di più il genere è stato Die Hard (Trappola di cristallo, r. di John McTiernan, con Bruce Willis, 1988) cui sono seguiti vari sequel e imitazioni (Under Siege, 1992 e Air Force One, 1997), dove in uno spazio claustrofobico l'eroe solitario è costretto a far fronte a una banda di malvagi (solitamente degli indefiniti "terroristi") che minacciano degli innocenti.

Un'altra serie di successo: Mission: Impossible. L'Action Movie ha influenzato a sua volta altri generi. Ad esempio l'horror (la serie di Blade, con Wesley Snipes, dal 1998) e la fantascienza (Predator, con Schwarzenegger, 1987, Pitch Black, con Vin Diesel, 2000).

Vi è anche un genere asiatico simile all'Action Movie, prodotto a Hong Kong e che è una derivazione del genere Arti marziali che ebbe un grande successo anche in Occidente negli anni '70 (con protagonista Bruce Lee). A causa di questa origine, la versione asiatica è caratterizzata da un maggior ricorso alle acrobazie, mentre quella occidentale dall'uso della tecnologia.

L'evoluzione del genere, da First Blood a XXX (r. di Rob Cohen, con Vin Diesel, 2002), si caratterizza per un progressivo spostamento del pubblico di riferimento: inizialmente adulto, oggi è rappresentato più che altro da preadolescenti. Parallelamente il genere ha incrociato diverse subculture sociali. Negli anni '80 è stato il culturismo, ed ha segnato l'ascesa di Schwarzenegger ed anche i cambiamenti di Stallone. Negli anni '90 invece sono stati il wrestling e i videogiochi. Come nei videogiochi prediletti dagli preadolescenti, gli Action Movie sono pieni di effetti speciali, azioni e personaggi colmi di sorprendenti risorse. Non a caso un sottogenere degli Action Movie è dedicato alle corse in auto (The Fast and the Furious, r. di Rob Cohen, 2001). Come nel wrestling non è la verosimiglianza quel che questo pubblico cerca. I giovanissimi maschi sentono il bisogno di identificarsi con un personaggio come quello che si vorrebbero essere sul piano fisico e caratteriale, vincendo le proprie insicurezze.

L'eroe dell'Action Movie è quasi sempre maschile. Non ha mai paura: anche nelle situazioni di maggior pericolo, mantiene il totale dominio di sé e, specie nei film dell'ultimo decennio, una fredda ironia. Di questo eroe viene messa sempre in evidenza la muscolatura, caratteristica che attrae le plateee maschili che proiettano il proprio desiderio di potenza su questi personaggi (accadeva anche per il genere "peplum"). L'eroe dell'Action Movie usa intensamente le armi, spesso pittoresche. Contrariamente al tipico eroe del thriller, che prova sentimenti vagamente umani come la paura, e per il quale trepidiamo perché non sappiamo se ce la farà a cavarsela, non nutriamo mai dubbi invece sulle capacità dell'eroe dell'Action Movie di sconfiggere rumorosamente i propri nemici. Ad assumere questi ruoli sono chiamati attori dalle capacità recitative praticamente nulle, ma del resto le espressioini cui devono dar vita sono estremamente limitate: una smorfia di dolore quando sono torturati, ma senza esagerare, il ghigno sarcastico di chi non ha mai paura nemmeno con una pistola puntata alla tempia, la faccia feroce di chi sta compiendo la propria giusta vendetta. Per il resto questi attori mantengono una maschera impassibile. Non ridono, non piangono, sanno sempre cosa è giusto fare. Quello che conta infatti è il loro corpo, non il loro viso, e le armi che ne costituiscono una sorta di prolungamento. Generalmente non hanno amici, e i pochi che circolano si autocollocano in una posizione di totale subordinazione e ammirazione estatica nei loro confronti e molto spesso fanno una brutta fine, il che aumenta il desiderio di vendetta dell'eroe. Parlano poco, per frasi secche, elementari, spesso con sentenze definitive, magari proprio mentre stanno intraprendendo la propria vendetta. Non cercano accordi con nessuno e agiscocono in maniera rigorosamente individualista, a meno che non comandino un gruppo, nel qual caso distribuiscono ordini indiscutibili. Mentre l'eroe del thriller vince grazie alla propria abilità e intelligenza, quello dell'Action Movie trionfa grazie all'esercizio della propria forza e della propria ferocia.

Contrariamente al thriller dove la storia sentimentale del protagonista ha sempre un certo peso, l'eroe dell'Action Movie non si interessa molto né alle donne né al sesso, e in ogni caso non gli passerebbe mai per la testa di innamorarsi, condizione psicologica di debolezza che diminuirebbe la forza della propria virilità. Le donne dell'Action Movie sono sempre subalterne, impaurite, semimute e in attesa di essere salvate, mentre in quelle del thriller moderno hanno sempre un ruolo attivo. Dagli anni '90 però, grazie ad alcuni videogiochi che hanno conosciuto un largo successo tra gli adolescenti, hanno fatto la loro comparsa anche eroine protagoniste di Action Movie. E' il caso di Lara Croft: Tomb Raider (con Anjelina Jolie, 2001), ma anche di Ultraviolet (2006) con Milla Jovovich. Si tratta di donne che hanno tutte le caratteristiche degli analoghi maschili, e che invece della muscolatura esibiscono corpi e costumi che ne sottolineano esageratamente la femminilità, come accade da decenni della tradizione del fumetto statunitense (con eroine quali Wonder Woman, ecc.).

L'antagonista è sempre cattivissimo, senza alcun tipo di alibi, o complessità psicologica. Di solito viene identificato con i nemici che di volta in volta sono considerati tali dalla politica estera statunitense, quindi, finché c'erano, i comunisti e i guerriglieri, poi i criminali, i terroristi, i trafficanti di droga. I metodi di lotta dell'eroe dell'Action Movie sembrano anche suggerire politicamente quali siano i metodi più efficaci per combattere questi nemici: una lotta sanguinaria, senza regole, dove gli USA facciano la parte del leone mentre i deboli europei al massimo possano ambire al ruolo di amici obbedienti. Avversari sono sempre i "politici" e le istituzioni democratiche, perché considerate troppo deboli, corrotte e eccessivamente rispettose di regole e leggi. L'Action Movie suggerisce che ci sarebbero meno problemi al mondo se ci si affidasse a uomini forti. Chiunque non sia bianco e statunitense (sia esso europeo, latinoamenticano o nero) negli Action Movie ha un ruolo subalterno o negativo.

La messinscena è al servizio dell'esaltazione dell'eroe. E dunque l'ambientazione deve liberare l'eroe dagli impacci della società moderna, permettendogli di operare in contesti dove il suo spirito animalesco possa esprimersi liberamente. Per cui: giungle, oppure città trattate come giungle, dove un'auto può compiere le più deliranti acrobazie senza fermarsi un attimo e si può saltare da un piano all'altro di un grattacielo come Tarzan con le liane. Del resto l'eroe dell'Action Movie sa usare tutti i mezzi: elicotteri, motociclette, barche. I costumi dell'eroe sono sempre scelti in maniera tale da metter in evidenza la muscolatura e, quando non è possibile, semplicemente, gli si tolgono i vestiti.

Gli Action Movie sono costituiti da una prima parte in cui l'eroe è costretto a subire e gli avversari vengono mostrati in tutta la loro malvagità. In questo modo la vendetta dell'eroe sarà vissuta come giusta e necessaria, nonostante, oggettivamente, quelle cui dà vita sono delle stragi efferrate. I dialoghi e la caratterizzazione psicologica dei personaggi sono tra le più approssimate che si possano concepire, mentre invece larghissimo spazio è lasciato alle sequenze spettacolari e di azione. L'intreccio dunque è subordinato alla creazione di questi effetti, con nessuna preoccupazione per la credibilità o la suspense.



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