LA SPY STORY


E' un sottogenere del thriller sviluppatosi soprattutto a livello letterario, non a caso durante la Guerra Fredda: i perfidi avversari infatti erano solitamente le spie sovietiche. Alcuni film di Hitchcock hanno per tema lo spionaggio, ma non sono spy stories perché in generale il protagonista è un personaggio qualunque che si trova coinvolto in meccanismi più grandi di lui (L'uomo che sapeva troppo, The Man Who Knew Too Much, 1956 o Il sipario strappato, Torn Curtain, 1966). Vi sono poi dei film critici verso la politica USA e dunque più politici che di genere (come Un americano tranquillo, The Quiet American, r. Joseph L. Mankiewicz, 1958; La spia che venne dal freddo, The Spy Who Came In from the Cold, r. di Martin Ritt, 1965; Uno, due, tre! One, Two, Three, r. di Billy Wilder, 1961). La spy story della prima metà degli anni Sessanta ha altre caratteristiche: il protagonista è un agente perfettamente addestrato che ha una missione da compiere e lo sviluppo narrativo si concentra nella lotta per il superamento degli ostacoli che gli si frappongono. Questo personaggio ha la licenza di utilizzare mezzi che a un qualsiasi poliziotto (e per estensione: in un qualsiasi poliziesco...) non sarebbe permesso. Il protagonista inoltre è solitamente un gran conquistatore, anche se le donne bellissime con cui si relaziona sono spesso anche piuttosto infide. E' la formula che ha permesso il grande successo della serie 007, il personaggio di James Bond creato da lan Fleming, di produzione inglese e distribuzione statunitense e che ebbe diversi imitatori. Il primo fu Licenza di uccidere (Dr. No, r. di Terence Young, 1962, con Sean Connery) cui seguirono innumerevoli sequel e imitatori. Questi film erano pieni di scene sexy (per gli standard dell'epoca), inseguimenti e gadget tecnologici assai poco verosimili, il tutto trattato con una certa ironia.



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