IL GENERE SUPEREROI


Tutti i film di supereroi derivano dai fumetti delle case editrici statunitensi Marvel Comics (L’uomo ragno, I fantastici quattro, X-Men…) e della DC Comics (Superman, Batman…).

Il supereroe ha grandi poteri (o incredibili abilità) che utilizza per far trionfare il "bene" contro altri supereroi "cattivi" (caratterizzati da totale assenza di scrupoli e grande sete di potenza e, in generale, a loro volta dotati di superpoteri): la gente comune osserva le sue gesta senza disporre di alcun margine di intervento, tifando per lui oppure rifiutandosi colpevolmente di comprenderlo. Il genere è ambientato nella contemporaneità (e non nel futuro, come nella Fantascienza), e i poteri del supereroe  sono spiegati con ragioni pseudoscientifiche (radiazioni, virus, mutazioni, ecc.) e non con la magia (come nel Fantasy). Il supereroe intercetta il desiderio dell'adolescente (e non) di identificarsi in un essere dalle risorse straordinarie e dalle caratteristiche fisiche di genere piuttosto ipertrofiche (muscoli per i supereroi, seno prorompente per le supereroine, il tutto sottolineato da costumi pittoreschi ed aderentissimi). Molti film di questo genere, inoltre, possono essere letti come sottili metafore della potenza statunitense, visto che si tratta di personaggi fortemente connotati in senso nazionale; non a caso le due ondate di popolarità cinematografica dei supereroi si sono verificate negli anni '80 e nei 2000: due decenni di massima flessione dei muscoli militari statunitensi e di forte passività giovanile. Il genere però è anche in grado di veicolare, come dimostrano i film di inizio 2000, le inquietudini giovanili antisistema.


Fin dagli anni Quaranta uscirono film che adattavano le storie dei fumetti, si trattava di movie serial (film a basso costo a puntate), che però declinarono nel decennio successivo e con essi anche i supereroi cinematografici, sostituiti però da diverse serie TV.  

Solo con il ritorno del cinema di pura evasione, alla fine degli anni Settanta, le majors investirono risorse per film sui supereroi. Il 1978 fu l’anno del successo clamoroso di Superman: The movie, interpretato da Christopher Reeve. Il film ebbe vari seguiti nel corso degli anni Ottanta. Il film Batman del 1989 (r. di T. Burton) fu il primo tentativo di creare una pellicola di supereroi con le tenebrose atmosfere dei fumetti coevi. Un'accuratissima scenografia e l’interpretazione di Jack Nicholson nella parte di Jocker portarono il film a un grande successo. Seguirono tre sequel nel corso degli anni Novanta. Gli ultimi due furono insuccessi e ciò convinse le majors a cambiare strada. La fase della pura evasione era terminata.

Sino ad allora non si potè parlare di vero e proprio genere, ma della presenza di due eroi popolari (Superman e Batman) che attraevano il pubblico come in altri tempi avevano fatto Tarzan o Flash Gordon. L’inizio di un genere vero e proprio è da collocare all’inizio degli anni 2000 con due enormi successi di supereroi Marvel: X-Men (2000) e Spider Man (2002). Si tratta di due film che intercettavano i gusti dei giovani tra gli anni Novanta e l’inizio del Duemila, molto portati ad uno spirito antisistema (sono gli anni del movimento noglobal): i supereroi protagonisti di questi due film sono dei disadattati, in conflitto con la famiglia di origine, spesso in lotta contro i governi. 

Con il cambio di generazione i sequel e i film ispirati ad altri supereroi hanno decisamente diluito questa tensione contestataria, senza però diminuire il successo del genere: uno dopo l’altro gli eroi inventati sui fumetti sono passati sul grande schermo. Si tratta di film di grande successo, tutti centrati sull’azione e sugli effetti speciali, dove è arduo distinguere ormai le differenze tra gli autori della regia o della sceneggiatura. 



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