IL MUSICAL


Nel musical l'azione viene portata avanti sulla scena non solo dalla recitazione, ma anche dalla musica, dal canto e dal ballo. L'elemento musicale non è staccato dalla narrazione ma contribuisce a mandarla avanti senza soluzione di continuità. In questo genere sono particolarmente importanti i costumi e la scenografia e la regia è intrecciata profondamente con la coreografia. 
Il musical prese avvio con l'introduzione del sonoro. Le trame erano del tipo "commedia sentimentale". L'orgine teatrale era evidente nella maniera in cui venivano proposti i numeri danzanti dove gli attori agivano rivolti ad un immaginario pubblico in platea.

Il primo musical in senso stretto è probabilmente La canzone di Broadway (The Broadway Melody, r. di Harry Beaumont, 1929) girato in parte in Technicolor. Anche i musical seguenti furono girati a colori e il pubblico associò il genere a questa tecnica e il declino dell'uso di uno comportò il declino anche dell'altro. 
Le prime star di questo genere genere furono Fred Astaire e Ginger Rogers che interpretarono una serie di classici quali: Il cappello a cilindro (Top Hat, r. di Mark Sandrich, 1935), Follie d'inverno (Swing Time, r. di George Stevens, 1936), Voglio danzar con te (Shall we dance? r. di Mark Sandrich, 1937).

La MGM incaricò il produttore Arthur Freed di rinnovare il genere e questi promosse una serie di film che ebbero molto successo: Incontriamoci a Saint Louis (Meet Me in St. Louis, r. di Vincente Minnelli, con Judy Garland, 1944), Un americano a Parigi (An American in Paris, r. di Vincente Minnelli, con Gene Kelly, la nuova star del musical, 1951), Un giorno a New York (On the Town, r. di Stanley Donen e Gene Kelly, 1949), Cantando sotto la pioggia (Singin' in the Rain, r. di Gene Kelly e Stanley Donen, 1952), Spettacolo di varietà (The Band Wagon, r. di Vincente Minnelli con Fred Astaire e Cyd Charisse, 1953), Gigi (r. di Vincente Minnelli, 1958).



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