I generi: cosa sono


Un genere cinematografico consiste in un gruppo di film che hanno in comune degli  aspetti decisivi della propria drammaturgia o della propria messinscena. Il western è un genere i cui film hanno in comune l'ambientazione (l'Ovest degli USA nella seconda metà del XIX secolo); i film mystery hanno in comune la tipologia del protagonista (un intelligentissimo detective) e l'esposizione drammaturgica (eventi fondamentali vengono svelati solo alla fine); e così via.

Le caratteristiche interne ai generi possono variare grandemente col passare del tempo, per esempio il western classico degli anni '30, centrato sull'azione, aveva poco a che fare con quello psicologico degli anni '50. Normalmente i generi hanno una durata limitata a non oltre una decina di anni. E' infatti il pubblico, soprattutto quello giovanile, a determinare il successo di un genere, e il pubblico è pesantemente influenzato dalla fase storica in cui il suo pensiero e le sue emozioni si sono formate. 

La dinamica della formazione di un genere è grosso modo questa: se un film che non appartenente a un genere ottiene un grosso seguito di pubblico, prima o poi spuntano degli imitatori. Se costoro riscuotono a loro volta successo, nasce un genere, e gli epigoni si moltiplicano. Quando il pubblico è saturo per l'eccesso di offerta o le condizioni sociali ne hanno mutato i gusti o una nuova generazione entra in sala con proprie aspettative, il genere declina: qualche film si rivela un flop, le case di produzione tagliano gli investimenti, gli spettatori vanno alla ricerca di altro. 

Si può parlare di genere solo quando ci si riferisce ad un congruo numero di film realizzati nella stessa unità di tempo. Pochi film di uno stesso tipo e usciti a distanza di tempo non fanno un genere. Per esempio negli anni '90 uscirono "Il Dracula di Bram Stoker", "Il corvo" e "Intervista col vampiro". Tutti e tre adottavano l'iconografia dell'horror classico degli anni '30, ma su un telone più romantico che propriamente horror. Solo negli anni 2000 nacque un genere con le stesse caratteristiche: il gothic horror ("Twilight", ecc.). Accade spesso che vi siano film che rimangono a lungo isolati, perché i tempi non sono maturi perché vengano imitati. Poi quando ciò accade, essi vengono "recuperati" ed ispirano il genere che sta nascendo. E' accaduto anche con "Il padrino" uscito negli anni '70, ma che avrebbe influenzato il new gangster solo quindici anni dopo.

I generi appartengono al cosiddetto cinema commerciale. Le case di produzione decidono a tavolino la ripartizione dei propri investimenti in base al successo che i diversi generi riscuotono in un determinato periodo. Si deve anche dire però che molti autori hanno usato la forma del genere per realizzare film che in realtà parlavano d'altro. E' il caso ad esempio di Kubrick con la fantascienza ("2001 Odissea nello spazio") e con l'horror ("Shining"). Vi sono anche casi di autori i quali prendono come riferimento un genere e vi lavorano all'interno cercando di innovarlo o di scardinarne gli assetti. E' il caso ad esempio di Peckinpah con il western ("Il mucchio selvaggio") o di Polanski con il noir ("Chinatown").

Quando un genere è incamminato verso il declino, appaiono dei film che escono dal seminato delle caratteristiche consolidate per tentare nuove strade. Se il tentativo ha successo allora quel film può divenire il capostititpe di un nuovo genere. Per esempio "Rambo" era nato come estrema propaggine di un genere di successo negli anni '70: il film di vendetta ("Il giustiziere della notte", ecc.). Il tipico svolgimento di quelle pellicole mostrava una persona che non chiedeva altro che una vita tranquilla, ma che era sottoposta ad inenarrabili angherie da parte di una banda di poco di buono. Quando si passava il limite, l'eroe si scatenava demolendo tutti gli avversari. Il genere era "contrarian" rispetto agli anni Settanta, serviva cioé a soddisfare le frustrazioni di quel settore di opinione pubblica che era ostile alle contestazioni di quegli anni. "Rambo" inizia come un classico film di vendetta, con i poliziotti corrotti che torturano il povero reduce di guerra. Lui reagisce come da copione, sbaragliando tutti e fuggendo. Poi, però, accade altro: finisce in un bosco e da solo riesce a tenere sotto scacco l'intero esercito. Negli anni '80 questo approccio funzionava, era in linea con la nuova fase muscolare della politica estera USA e con il riflusso dall'impegno. Al pubblico non interessava l'aspetto "vendetta", ma la potenza esagerata e quasi surreale esibita da un uomo contro tutti. Quando i produttori si accorsero che era questo l'elemento che attraeva gli spettatori, uscirono non solo i sequel di Rambo, ma tutta una serie di altri film simili. Era nato l'action movie.

Nella fase di declino di un genere, inoltre, è comune che si tentino delle ibridazioni tra generi. Per esempio "Pitch Black" è stato un tentativo di fondere fantascienza ed action movie, ma, pur avendo avuto successo, non altrettanto è accaduto per il sequel e gli imitatori, così, dal quel connubio, non è nato alcun nuovo genere.

Gran parte del pubblico non sa teorizzare sui generi, ma ne va matto: gli spettatori preferiscono andare sul sicuro ed essere ragionevolmente certi di vedere film che in qualche modo assomiglino ad altri che hanno già visto e che hanno gradito. Dato che la gran parte delle persone non saprebbe definire con precisione il genere di un film, le produzioni lanciano chiari segnali sulla sua appartenenza: prima questo avveniva attraverso i manifesti pubblicitari, oggi con i trailer. Anche i titoli o certi volti di attori o di registi possono rassicurare lo spettatore sulla tipologia di un film. Per esempio si può essere abbastanza certi che un film con Vim Diesel lascerà largo spazio all'azione. Il pubblico, così tranquillizzato, potrà andare a vedere il film, oscuramente consapevole di sapere già quello che lo aspetterà e anche come finirà, e felice di ciò.

I generi nascono e muoiono, ma i bisogni emotivi che ne hanno decretato il successo rimangono e sono indipendenti dalle fasi storiche. Quindi quando un genere, a causa delle mutate condizioni sociali, sparisce, i bisogni che aveva soddisfatto vagano alla ricerca di nuove reincarnazioni. I generi possono dunque essere raggruppati tra loro in base alle emozioni primarie che suscitano. Gran parte degli spettatori va al cinema per provare e sperimentare emozioni, emozioni che a volte non si sognerebbe mai di cercare nella realtà. Questi raggruppamenti di generi sono chiamati macrogeneri (o famiglie di generi) e sono elencati più sotto. Stabilire confini rigidi tra queste categorie sarebbe fuorviante e inutile. Ci possono essere sovrapposizioni e mescolamenti di ogni tipo. Eppure, nonostante la discutibilità di ogni suddivisione, si tratta di categorie utili: è indubbio infatti che la massa dei film si assomigli "a gruppi" secondo certe fasi storiche, e comprenderne la dinamica non permette solo di conoscere meglio il cinema, ma anche il pubblico, cioè in ultima analisi i sentimenti che attraversano le larghe masse in determinati momenti storici. 

Può essere utile a questo scopo utilizzare, con la necessaria duttilità, anche due altri termini: il sottogenere e il filone. Il sottogenere indica un raggruppamento interno al genere che riunisce film dalle numerosissime affinità. E' il caso ad esempio del cyberpunk all'interno del genere fantascienza. Il filone indica un gruppo di film appartenenti ad un genere che hanno in comune un personaggio o una tematica. Ad esempio il filone dei film su Frankenstein nell'horror classico o il filone dei film sugli esorcisti negli anni '70 e che erano interni al new horror.


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I generi cinematografici e televisivi
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