I PROGRAMMI CONTENITORE


Il format

C’è un’ampia varietà di programmi che può rientrare nel genere contenitore (in ingl. Magazine ). Negli ultimi vent’anni questo genere ha avuto sempre una maggiore applicazione: dagli approfondimenti giornalistici alle ricerche di costume, dalle esplorazioni sulla cultura popolare alle trasmissioni per ragazzi. 

Il genere può essere ricondotto ai seguenti filoni:

1. Intrattenimento: trasmissioni domenicali

2. Approfondimento: sono quei programmi che ruotano intorno alle problematiche sociali con una particolare attenzione ai casi umani, alle difficoltà e ai disagi del cittadino. Ne sono un esempio I fatti vostri, Mi manda RAITRE, Forum.

3. Investigazione: è il tipo di trasmissione che gioca sul coinvolgimento emotivo dello spettatore. Un esempio è Chi l’ha visto.

4. Screening della cultura popolare: sono tutti quei programmi che affrontano tematiche di cultura popolare, dalle sagre, alle feste, dalla cucina alle tradizioni religiose e artistiche. 

5. Ricerche sui costumi sociali: le trasmissioni che appartengono a questa categoria sono molto diverse. Può essere la famiglia che si rende disponibile a raccontare le proprie problematiche, gli scontri; possono essere dei parenti che si ritrovano dopo anni, la confessione intima di alcuni aspetti della vita privata e così via. L’aspetto significativo di questo genere di programmi non è il valore sociale di ciò che si indaga, quanto più il livello di spettacolarizzazione che gli si può attribuire. 

Il principio fondamentale delle trasmissioni contenitore è il fatto che possono spaziare sui diversi campi di indagine.

 

Il magazine parte sempre da una serie di presupposti (dichiarazione di una separazione, richiesta di chi ha subito un’ingiustizia, una truffa, la presentazione di quello che si ottiene con il proprio lavoro artigianale…). Con l’intervento di una serie di testimonianze, si risolvono le questioni di cui il conduttore segue lo svolgimento davanti alle telecamere. 

La segmentazione

L’aspetto più significativo del contenitore è la divisione del programma in una serie di segmenti di durata variabile, ognuno con un contenuto esaustivo, che dà il proprio apporto allo sviluppo del tema trattato senza però completarlo del tutto, perché deve lasciare spazio alla discussione, suscitare interrogativi, destare maggiore interesse. 

Qualsiasi siano gli argomenti affrontati dalla puntata, i frazionamenti possono essere fatti con i reportage, i pareri degli esperti, con la testimonianza, l’esposizione di dati, la ricostruzione di singoli eventi eccetera. 

 

Il conduttore viene qualche volta coinvolto dalle dinamiche della discussione all’interno dello studio: i tempi si dilatano, non rispettano quelli previsti. 

Il conduttore

Ciò che avviene in questo tipo di programmi è l’attribuzione automatica da parte del pubblico al conduttore di una competenza ampia, sicura e autorevole sulla materia trattata (basti pensare a conduttori quali Mengacci, Maria de Filippi e tanti altri).

Gli ospiti, gli esperti, il pubblico

Qualunque sia la natura del magazine, l’impianto di base è articolato sulla presenza del pubblico scelto con tre criteri differenti: 

1. per le testimonianze

2. per le consulenze

3. per la disposizione d’animo 

del programma

 

La presenza del pubblico nello studio accresce il climax, incute forza e intensità al livello reattivo delle parti testimoniali dei difficile gestione da parte del conduttore. 

Le ricostruzioni: fiction, repertorio

In alcuni magazine riflessivi o investigativi si rendono necessarie delle ricostruzioni che contribuiscano a portare gli spettatori ad una partecipazione maggiore degli avvenimenti, per comprendere le dinamiche dei fatti, capirne gli sviluppi, aderire emotivamente agli eventi, a volte sono vere minifiction elaborate, a volte commissionate a sceneggiatori e registi. Per altri tipi di magazine può essere usato materiale di repertorio tratto dagli archivi televisivi e cinematografici. 

Le soluzioni registiche

 

 

 

 

Il genere intrattenimento è molto impegnativo per la durata ma ha uno stile di solito molto più libero rispetto a tutte le proposte televisive. È un lungo susseguirsi di piccoli eventi scalettati in successione con durate indicative, molto flessibili. Gli unici punti fermi sono gli stacchi pubblicitari (legati a orari precisi e vincolanti), ma tutto il resto è un divenire televisivo. Il compito di questi programmi è quello di distendere e di risvegliare lo spettatore dal “sonno domenicale”.

- Il filone apprendimento. Appartengono a questa categoria, programmi molto strutturati, con una certa impostazione. Il regista partecipa alla preparazione, si occupa degli inserti, lavora con autori e conduttore. Durante la produzione le scelte registiche possono accentuare tutta una serie di fattori partecipativi degli spettatori rispetto all’evento: dinamicità, ritmo, umore. Sono fattori che hanno una immediata rispondenza con: 

· tipo e effetti di illuminazione

· inquadrature (uso prevalente di PP e PPP dei protagonisti principali)

· frequenza degli stacchi

- Il filone investigativo. La strutturazione è molto più complessa. Lo scopo è quello di far rivivere interamente l’evento, ricostruendolo. I conduttori che si sono succeduti nella più famosa trasmissione di questo filone, Chi l’ha visto?, hanno dimostrato di avere ognuno una diversa impostazione culturale e un diverso atteggiamento psicologico rispetto alla natura degli argomenti affrontati. Il regista deve sottolineare gli attimi di emotività tra i testimoni. In alcune situazioni, per testimonianze drammatiche o quando si vuole nascondere l’identità di un personaggio, si usano figure silhouettate in controluce o dietro pannelli di perspex opaco o con il volto coperto da effetti elettronici oppure figure riprese in controcampo di spalle o con un trucco particolare.

 

Analisi di "Domenica in", programma contenitore domenicale 

Il programma “contenitore” Domenica In che si inscrive nell’abitudine della “domenica in famiglia”, della domenica trascorsa in casa.

Il programma dunque è la ricerca di sempre nuove occasioni di festa, dunque di intrattenimento. 

Il programma contenitore ha assunto via via la forma di una “miniaturizzazione” del palinsesto.

Nel caso di Domenica In la metafora è anzitutto spaziale. La trasmissione è in open space attrezzato tecnologicamente (pavimento luminoso) e come tale chiuso, interno. 

Va in onda la domenica pomeriggio e al suo interno contiene diversi tipi di programmi. 

Ha la funzione di accompagnare il “sonnacchioso pubblico televisivo della domenica pomeriggio” che ha bisogno di intrattenimento, di riposo, di un “programma zapping senza fare zapping”.

Il programma, registrato la seconda domenica di Novembre 2006, è strutturato in tre parti condotte da tre personaggi diversi. 

Analisi della prima parte

Come vediamo il programma inizia con un camera look della conduttrice che spiega allo spettatore di cosa tratterà il programma (“Le intercettazioni telefoniche”): tematica di attualità ma di un’attualità non pesante, ma leggera. 

Stacco sul pubblico. 

Dolly dall’alto sul palcoscenico che avanza verso il primo ospite. 

Si possono notare subito i protagonisti fondamentali del contenitore:

· la conduttrice

· l’ospite

· l’orchestra: che ha la funzione di gestire, per esempio l’entrata e l’uscita dal palco. 

· il pubblico (non parlante)

Molte caratteristiche/stilemi del programma sono mutuate chiaramente dal varietà (l’ospite, l’orchestra…).

Molti stacchi sono sul pubblico per interpellare il telespettatore. 

Il set: il set si avvicina molto allo stile del varietà. C’è un pavimento luminoso, un grande occhio alle spalle del palco (a richiamare una sorta di Grande fratello domenicale) dove poi appariranno gli inserti video, i collegamenti, i contributi video e il titolo della trasmissione stessa.

Poi ci sono due sedie che ricordano uno stilema classico del talk show (il contenitore per sua natura ha anche quello al suo interno) che viene gestito alternando i due PP più il totale dei due interlocutori.

Entra dunque il primo ospite che è un giornalista “televisivo”, cioè che tutti i telespettatori si dà per scontato conoscano. Inizia il talk show a due. Molto lineare. Dopo qualche minuto del TS, stacco inquadratura dal basso-totale dei due: a lato appare sulle due colonne della scenografia il nome dell’ospite: Klaus Davi. Dopo circa cinque minuti di TS, la conduttrice congeda l’ospite che esce seguito in panoramica orizzontale e, chiaramente, accompagnato dall’applauso del pubblico. 

Stacco sulla conduttrice che in PP introduce la gara canora.

Ricorda già due volte in pochi minuti che le cose che si fanno e si dicono sono state promesse la domenica precedente: fidelizzazione dello spettatore.

A questo punto entriamo pienamente negli schemi tipici del varietà: attraverso il televoto i telespettatori possono decretare il vincitore (la conduttrice lo dice: un po’ come le vecchie Canzonissime). 

Entrano i concorrenti: ancora stacco musicale dell’orchestra. Dall “obiettivo” scenografico collocato alla sinistra del palco entrano gli ospiti. Non è un caso che sia un tondo: richiama ancora una volta al codice dello sguardo, dell’obiettivo. Dolly ancora una volta dall’alto verso gli ospiti. 

C’è un effetto di videografica che introduce il secondo segmento della trasmissione. 

Stacco sul pubblico. 

Camera look della conduttrice che invita a votare i telespettatori. 

Ospiti: i Camaleonti contro Nazzaro. 

Inizia l’esibizione. 

È molto importante l’esibizione dell’orchestra ed anche la tipologia delle canzoni scelte (motivetti italiani di carattere “nazionalpopolare”, note ad un pubblico di mezza età ed anziano). Modalità di ripresa: PP e PPP stacchi sugli strumenti “tipici e caratterizzanti”. Scelta del PP e il cantante ai margini dell’inquadratura per mostrare anche l’orchestra che lo accompagna. Non si notano particolari mdc perché è importante valorizzare l’espressività del cantante. 

Seconda esibizione: i Camaleonti.

Stacco sull’avversario stesso che canta e si esibisce.

Finisce l’esibizione: stop al telefoto. Split screen. Si dichiarano i vincitori. 

Stacchetto sul Gingle – pubblicità.

Ricomincia il programma: inizia il gingle. 

Ospite il maestro dell’orchestra: come nel varietà anche lui è una personalità riconosciuta e importante. 

Continua l’esibizione canora: spesso stacco sul coro e sull’orchestra – stacco sul pubblico che canta (coinvolgimento dello spettatore).

Finisce la gara canora e si riprende il tema della puntata: i telefoni. 

La conduttrice ribadisce il concetto di contenitore: “proseguiamo il nostro viaggio attraverso la fantasia, i ricordi, le esperienze, le testimonianze intorno alla parola telefono.” 

Stacco su un nuovo elemento introdotto sul set: un tavolo, due sedie e due PC. Ricostruzione di vita quotidiana. Ripresi in split screen. Simulazione di realtà.

Inserto sul 1967 Sabato sera. Franca Valeri. Omaggio della TV alla TV stessa (altro elemento tipico del varietà televisivo e dei programmi “contenitore”).

Introduzione alla tematica delle truffe. 

Intervista a Meucci, l’inventore del telefono. 

Entra Massimo Ghini, attore. Entra da un’entrata diversa. 

Invitato, l’ospite è un attore che ha fatto uno sceneggiato famoso su Meucci. 

Lo spettacolo ha ancora tutti gli aspetti e le caratteristiche di un Talk Show.

Contributo visivo: il film. Si inserisce anche la gag comica.

Stacco.

Linea ad un altro frammento del contenitore: il TG sul gossip. 

Un altro elemento del contenitore: l’infotainment (information + entertainment) con invitati e intervista a questi. 

Stacco – la linea torna allo studio.

Intervento del comico: imitatrice di Monica Bellucci. 

Citazione del cinema stesso: Anna Magnani in L’amore di Rossellini. 

Stacco molto più dinamico sul corpo di ballo che introduce un momento di svago: la conduttrice canta e balla anche se non è proprio quello che sa fare. 

 

Finisce la prima parte. Rimanda alla settimana dopo di cui si ricorda già anche il tema: la gelosia (fidelizzazione dello spettatore). 


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