IL TALK SHOW

di Serena Checcucci


Letteralmente significa “spettacolo della parola”.

Viene ereditato dagli USA.

Il più celebre e il primo Talk Show (TS) italiano è il Maurizio Costanzo Show (1982). 

Il TS è l’incontro fra il personaggio e il conduttore/arbitro/animatore.

Nasce dal desiderio di “veder parlare” per cui la TV diviene una lente di ingrandimento del quotidiano. 

A seconda degli argomenti il talk show può essere:

- Leggero/brillante

- Socio/cronachistico

- Sportivo

- Politico

Di ciascuna tipologia, analizzeremo degli esempi.

 

 

 

 

 

 

I set

· Un esempio eclatante può essere quello del teatro come nel caso del MCS o comunque dell’anfiteatro.

· Oppure due serie di poltrone contrapposte con ai lati due gradinate per il “pubblico” e la postazione del conduttore al centro frontale alla ripresa, più arretrata rispetto alle poltrone in modo che possa tenere sotto controllo la situazione (Porta a porta).

· Quello più tipico è costituito da due sedie contrapposte con sullo sfondo un grande fondale su cui possono essere proiettate immagini di vario tipo (il “Faccia a faccia” In ½ h di Lucia Annunziata*)

Il TS è un continuo avvicendarsi di triangoli: il conduttore avvia in continuazione un triangolo o un altro a seconda della dinamica e dello sviluppo delle conversazioni. 

Compito del regista è cogliere come si evolve la situazione e dare la sfumatura a ogni “avvenimento emotivo” che avviene nello studio. Il meglio sarebbe se riuscisse a mettere in onda, anticipandolo, di una minima frazione di tempo, chi si appresta a parlare. 

 

È un modo per far seguire attentamente lo spettatore senza spezzargli la concentrazione e la tensione.

I protagonisti

I protagonisti del TS sono:

1. Il conduttore che è più di un mediatore (può decidere quanto essere presente e come). Spesso ascoltatore (per questo tanti PP). Spesso (soprattutto nei dibatti politici) manifesta una forte personalità.

2. Il pubblico in sala: i volti, la partecipazione, le mimiche. Il pubblico riscalda l’ambiente, provoca tensione. In TV esistono tre tipi di pubblico: 

i. Quello coinvolto in molte fasi della trasmissione sia a livello verbale che fattuale (es Maurizio Costanzo Show) 

ii. Quello che vuole assistere a uno spettacolo ed è praticamente passivo (es Porta a porta)

iii. Quello che è pagato, scelto, che va a riempire la scenografia, e gli viene richiesto solo qualche applauso ogni tanto. 

Spesso si scelgono dei “tipi umani” molto diversi tra loro , ma sempre persone comuni, per fare in modo che ogni genere di pubblico si possa identificare.

3. Gli ospiti, i commenti, le espressioni facciali, i gesti, tutti molto importanti per accrescere la tensione. Altro soggetto importante sono gli ospiti multiloquenti cioè quelli che, per un particolare gusto di protagonismo televisivo, intervengono su ogni argomento, parlano, sproloquiano…Essi vengono fatti intervenire dal conduttore ogni volta che si abbassa la soglia di attenzione. 

 

Talvolta c’è l’ospite singolo che viene intervistato dal conduttore, spesso con domande rapide e concise. Spesso si gioca molto sul PP o sul PPP per dare anche allo spettatore la possibilità di vedere molto da vicino il proprio beniamino.

Le scelte grammaticali/registiche 

1. CM e PM sono le costanti di impostazione di ripresa (ufficialità del discorso )

2. Per mettere in risalto momenti di particolare intensità e per aumentare il livello di partecipazione si usano i PPP e i dettagli.

3. I TOTALI servono a rendere noto dove ci troviamo e quanti siamo e aiutano lo spettatore a familiarizzare con il contesto. 

4. Spesso, nel caso del faccia a faccia, chi racconta la storia carica di emotività è in PP, l’interlocutore in PA e di profilo (regolatore di emozioni)

Lo spettatore ha bisogno di aver sempre chiaro, da una parte la conversazione (PP e PPP), dall’altra il luogo in cui si trova (CM e CL).

Spesso si fanno PP del conduttore per esaltare il suo ruolo di ascoltatore.

Un importantissimo lavoro che deve fare il regista è predisporre un numero tale di telecamere per:

· Seguire costantemente il conduttore in tutti gli spostamenti all’interno della scena

· Poter disporre di tutti i PP degli ospiti

· Avere CM sugli ospiti 

 

· Seguire costantemente che cosa succede fra il pubblico

Lo studio e i set esterni

Al centro del TS c’è la conversazione in tutte le sue forme e varianti: colloquiale, confidenziale, informale, ironica.

Il rapporto faccia a faccia è quello che rende più efficace ogni più piccola sfumatura.

A volte ci sono collegamenti con set esterni ma spesso questi interrompono il climax. 

Il TS leggero difficilmente si avvale di set esterni (a parte i nuovi format “ibridi” come Uomini e donne che rimandano alla formula del reality show).

Il TS socio-cronachistico usa spesso il set esterno. In questo caso maggiori sono gli inconvenienti: 

· Precarietà audio-video

· Sfasamento dell’audio

· Qualità delle immagini a volte scadente

 

· A volte interviene l’inviato 

Le luci

Il regista deve decidere che tipo di ambientazione creare e quindi anche che tipo di luminosità.

Il grado di illuminazione può aggiungere con la luce un elemento psicologico in più. 

Di un ospite si può accentuare il volto (per es occhi) o attenuare la bruttezza di un tratto somatico. Con le luci può “mettere in buona o in cattiva luce” chi si desidera.

Il direttore della fotografia può disporre anche l’uso di pellicole colorate davanti ai corpi illuminanti le quali creano effetti molto diversi: 

· l’arancio per creare ambienti caldi, familiari

· il verde rende gli ambienti molto rilassanti

· il viola è l’intrigo

· il rosso la conflittualità

· il giallo il mistero

 

· […]

I contributi

In ogni tipo di TS possono essere usati contributi audio/video registrati che hanno i significati più diversi:

· illustrativi

· descrittivi

· situazionali

· ambientali

· ricostruttivi

· memorialistici

· storici

Per i TS sportivi sono molto importanti perché fanno riaffiorare tutti gli aspetti emotivi legati all’avvenimento

 

Per i TS socio-cronachistici ne fanno un buon uso, facendo prima una cernita dei fatti dell’ultima settimana.

La musica

La musica può avere un ruolo marginale, solo per stacchi, intermezzi, sottolineature (a volte c’è un musicista che fa musica “dal vivo”).

La musica può avere un ruolo fondamentale per enfatizzare dei momenti altamente emotivi (per esempio l’entrata di un nuovo ospite/effetto sorpresa).

 



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Esercitazione. Analisi di un talk show.
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