RITMO

Esercitazione della terza dell'indirizzo Cine-tv, ITSOS Albe Steiner, Milano. a.s. 2007-2008. Insegnanti: Michele Corsi e Luciano Baresi.


Gli studenti di una classe si dividono in gruppi. Ad ogni gruppo è affidata la realizzazione di una semplice sceneggiatura.

Il gruppo legge il testo e annota ai margini le indicazioni di ripresa.

Si passa poi alla ripresa. Le riprese devono essere abbondanti, nel senso che ogni azione dovrebbe essere ripetuta da vari punti di vista.

Ogni studente ha individualmente a disposizione il girato e monta una propria versione.

In classe si confrontano poi le diverse scelte di montaggio sulla base del girato. L'obiettivo didattico dell'esercitazione è far comprendere che il linguaggio delle immagini in movimento non è fatto solo di "regole", ma di fluidità e di ritmo, cioé di un tempo (quello filmico) fondamentalmente diverso da quello reale, e come su questo influisca in sede di montaggio il lavoro precedentemente svolto in fase di ripresa.

La caccola

In un corridoio della scuola, A, appoggiato ad una parete, si sta scaccolando. Estrae dal naso una grossa caccola. Compie vari tentativi per staccarsela, ma non ci riesce. Un suo compagno, B, vedendolo con la mano alzata, pensa che lo voglia salutare, e batte il cinque. Mentre B si allontana, A si guarda la mano: la caccola non c’è più. B cammina contento, ma poi si ferma: qualcosa non va nella sua mano, se la esamina, e si accorge della caccola. Cerca di staccarsela, ma non ci riesce. Passa C, e B, per liberarsi della caccola, finge di aggiustargli il vestito e gliela attacca sulla spalla. C si allontana. C camminando si spolvera la spalla, si ferma e si accorge che gli è rimasta la caccola attaccata alla mano. Alza la mano per strusciarla contro il muro, ma A, passando di lì, pensa che voglia salutarlo e batte il cinque, poi se ne va. C si guarda la mano, e sorride.

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L'ovetto Kinder

In un corridoio della scuola, A, camminando, passa un ovetto Kinder, facendo finta di stringergli la mano, a B che sta andando nella direzione opposta. B, continuando a camminare, si guarda attorno, attento. Si appoggia a un termosifone, e, dopo aver visto C, si allontana lasciando l’ovetto Kinder sul calorifero. C si avvicina, osservando bene l’ambiente intorno a sé, e prende l’ovetto senza farsi notare, poi si allontana. Camminando, vede D davanti a sé, lo supera e, senza voltarsi, gli lancia l’ovetto all’indietro: D lo prende al volo. Quindi D si mette a sedere. E’ visibilmente emozionato. Apre l’ovetto, ne estrae un biglietto microscopico, lo legge. Si accascia sul divano, preoccupatissimo. Finale alternativo con banale happy end: salta per la felicità.

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L'invisibile

In un corridoio della scuola, A incrocia B, si ferma, lo saluta, ma quello non risponde e va avanti. A, perplesso, prosegue, e incrocia C, si ferma, lo saluta, ma quello va avanti ignorandolo. A è molto perplesso. Entra in una classe dove c’è un prof che interroga D ed E. I tre ignorano A che urla, si sbraccia, si para davanti a loro, si sdraia sulla cattedra davanti al prof, fa smorfie a tutti, ma inutilmente: non lo vedono. Spazientito, di fronte ad D ed E batte le mani, e dietro a sé sparisce il prof. A si gira e se ne accorge. Si guarda le mani, incredulo del suo potere. Va davanti ad D e batte le mani. D sparisce. Ci prova con E, e sparisce pure lui. Ora è solo. Si guarda attorno annoiato. Scrolla le spalle. Batte le mani. E sparisce. 

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