I PERSONAGGI


In una qualsiasi narrazione i personaggi rivestono lo stesso ruolo fondamentale degli eventi. Una storia che racconta una serie di vicende deve per forza mettere in gioco dei personaggi. Non esistono film o romanzi privi di personaggi. Anche un semplice aneddoto, cioé una breve concatenazione di eventi, si presenta sempre intrecciato a dei personaggi

I personaggi, nella narrazione, non si limitano solo ad  esistere, non sono una massa indistinta di portatori di eventi: nei film e nei romanzi vengono sempre dedicate consistenti risorse creative per renderli riconoscibili individualmente e interessanti. 

Persona e personaggio

Un personaggio è cosa assai differente dalla persona in carne ed ossa. Il personaggio è come l'ombra della persona: certamente gli appartiene, e in qualche modo lo rappresenta, ma non è lui. Non appena l'ombra si forma, modifica la rappresentazione del corpo da cui ha preso vita: lo semplifica, innanzitutto. E questa è la maggior differenza tra personaggio e persona: il personaggio, anche quello meglio rappresentato, è una versione semplicistica della persona. Descrivere l'estrema complessità delle persone è un compito inarrivabile per qualsiasi mezzo narrativo, letteratura compresa. Anche nella vita di tutti i giorni, quando si parla di  una persona a qualcuno automaticamente se ne tralascia pezzi e sfaccettature: se ne fa un personaggio.

Un'altra differenza tra persona e personaggio è che quest'ultimo è "obbligato" ad essere coerente. Dal momento in cui il pubblico ha inquadrato il personaggio, lo ha classificato e conosce i pochi aggettivi che lo caratterizzano, rimane infastidito da qualsiasi incongruenza rispetto alle premesse. Può accettare di venire sorpreso dalla scoperta che il personaggio non è ciò che ci si aspettava, ma in questo caso il racconto deve adeguatamente spiegare e rendere plausibile quel cambiamento.

La realtà delle persone è assai diversa. Anche se molti individui manifestano comportamenti prevedibili, in realtà mantengono, ad esempio in ambiti riservati anche solo a se stessi, condotte piuttosto difformi da quelle pubbliche. E ciò li porta di tanto in tanto ad azioni che appaiono "incomprensibili" a chi abitualmente li frequenta. Queste sorprese sono accuratamente evitate dalle narrazioni. Semplificazione e coerenza interna sono dunque le caratteristiche principali che differenziano i personaggi dalle persone

Del resto accade lo stesso nella vita di tutti i giorni. Quando viene a mancare una persona cara, o socialmente importante, la tendenza collettiva è quella di rimuovere gli aspetti complessi e contraddittori della sua personalità, per ricordare e promuovere solo alcune limitate e semplici caratteristiche, tutte tra loro coerenti. Allo stesso modo una persona può diventare un simbolo delle masse, negativo o positivo, solo dopo delicate operazioni di ripulitura delle sue contraddizioni interne, ovvero di semplificazione della sua complessità. 

I personaggi, non le persone dunque, possono essere classificati secondo quattro criteri: funzione, importanza, caratteristiche, evoluzione.

La funzione svolta dai personaggi

In ogni tipo di narrazione i personaggi sono chiamati a svolgere delle precise funzioni all'interno della narrazione, cioé a ricoprire dei ruoli che sono loro assegnati e ai quali devono rimanere fedeli, indipendentemente dalle proprie caratteristiche o dalla storia nella quale agiscono. Prendiamo ad esempio la funzione più importante, quella di protagonista. Una volta che si è individuato in un certo personaggio il protagonista ci si aspetta che continui ad esserlo per tutta la narrazione. Se invece, a metà racconto, egli muore (il che accade in alcuni, pochissimi, film), nasce un fortissimo disorientamento e lo spettatore va affannosamente e inconsapevolmente alla ricerca di chi potrebbe sostituirlo. Il protagonista è l'eroe della vicenda e i suoi comportamenti sono al centro della narrazione, anche per questo spesso il suo punto di vista coincide con quello del racconto. Il protagonista è in genere il personaggio meglio sviluppato, e la sua forza può essere tale da attrarre tutti i nodi della narrazione, sminuendo anche l'importanza degli eventi. I protagonisti possono essere anche due, è il caso di Romeo e Giulietta, o di Rose e Jack in Titanic. Nel caso in cui il personaggio abbia un ruolo appena un po' inferiore, si può parlare di coprotagonista. Nel caso invece sia chiaramente individuabile come secondo personaggio in ordine di importanza, si parla di deuteragonista

L'avversario o gli avversari del protagonista sono chiamati antagonisti: vengono solitamente caratterizzati in maniera tale che il pubblico non abbia dubbi sul considerarli propri nemici. Nel caso di Romeo e Giulietta, è Tebaldo e, in parte, i genitori di Giulietta. In Titanic è il fidanzato di Rose, Cal. 

I personaggi che svolgono funzioni necessarie, ma secondarie e che giocano un ruolo di soccorso o di solidarietà o di collaborazione con i protagonisti e gli antagonisti, sono chiamati aiutanti: è il caso di Mercuzio e della balia in Giulietta e Romeo, e di Spicer, la guardia del corpo di Cal, e di Molly, in Titanic. 

Il personaggio che in tanti film viene sacrificato, e motiva la reazione del protagonista oppure abbruttisce ulteriormente l'antagonista (che di solito lo elimina) è la vittima sacrificale; in Titanic è l'amico di Jack, Fabrizio. 

Il mentore è colui che dà consigli e in alcuni casi sagge indicazioni al protagonista, e in ogni caso gode di indiscussa autorevolezza morale, come frate Lorenzo e il principe Escalus, in Romeo e Giulietta. 

L'opponente è un personaggio che ostacola il raggiungimento dell'obiettivo del protagonista, ma non è un antagonista. Anzi, a volte agisce così pensando al bene del protagonista.

L'amato a volte non svolge alcuna azione, ma spesso è la motivazione che spinge il protagonista all'azione; può anche essere una persona che lui vuole salvare, un parente rapito, ad esempio. 

A volte lo scopo di un personaggio è molto puntuale e limitato. Se la sua funzione è  utile a gestire una scena svolgendo un'azione che serve allo sviluppo viene chiamato portatore. Se consente al protagonista di dichiarare qualcosa che altrimenti il pubblico non avrebbe compreso, viene chiamato interlocutore. I due tedeschi che perdono al gioco contro Jack in "Titanic" e che permettono così a quest'ultimo e a Fabrizio di imbarcarsi, sono dei portatori, così come il frate latore del messaggio di frate Lorenzo e che viene bloccato dalle guardie in "Romeo e Giulietta". Il cacciatore di tesori Brock che ascolta il racconto della vecchia Rose in "Titanic" è un interlocutore, così come Benvolio quando ascolta le pene d'amore di Romeo all'inizio della tragedia.

La gerarchia dei personaggi

In ogni narrazione si possono suddividere i personaggi secondo lo spazio che occupano sulle pagine dei romanzi o nelle scene dei film. Il tempo che è loro dedicato determina solitamente anche quanto il personaggio è approfondito sul piano delle caratteristiche. Più materiale narrativo viene impiegato sul suo conto, maggiore sarà il volume dei dati forniti che lo riguardano. 

I personaggi principali sono quelli che occupano gran parte del film, subiscono gli accadimenti principali, e compiono le azioni di maggior rilievo; essi solitamente, ma non sempre, comprendono protagonisti, coprotagonisti, deuteragonisti ed antagonisti. Se ad esempio l'antagonista appare solo alla fine e per il resto viene solo nominato, esso non va annoverato tra i personaggi principali del film. 

I personaggi secondari compaiono solo in alcune parti della narrazione, su di loro vengono forniti gli attributi e informazioni molto sommarie riguardo ai comportamenti. 

I personaggi minori sono quelli che appaiono in uno o pochi eventi. Sono comunque riconoscibili, anche se perfettamente sostituibili. 

I personaggi di sfondo costituiscono la folla anonima della quale sono deducibili pochissime caratteristiche.

CARATTERISTICHE DEI PERSONAGGI

I personaggi si differenziano tra loro in base alle caratteristiche. Le caratteristiche si dividono in comportamenti, informazioni e attributi.

Comportamenti

Il comportamento è l'insieme di azioni e reazioni del personaggio nei confronti degli accadimenti, ma anche di atteggiamenti che di per sé non generano eventi e che si determinano nei momenti in cui un personaggio si rapporta con altri personaggi. Chiamiamo interazioni questa tipologia di comportamenti. Riprendiamo l'esempio di Romeo e Giulietta. Un accadimento è la morte di Mercuzio per mano di Tebaldo. L'uccisione dello stesso da parte di Romeo è una reazione all'assassinio del suo amico. La decisione di  passare l'ultima notte con Giulietta è una sua azione. Quello che le dice e come si rapporta con lei in quel frangente è una sua interazione. Sulla base di azioni, reazioni e interazioni il pubblico arriva a formulare ipotesi sulla natura di Romeo: deduce facilmente che il suo carattere è generoso, ma irruento. La festa nella quale si ritrova all'inizio della tragedia è un accadimento, il suo istantaneo innamoramento nei confronti di Giulietta è una interazione, la decisione di andare sotto casa sua è una azione, la dichiarazione d'amore è una interazione, la decisione di farlo segretamente è una reazione al probabile divieto dei genitori. I comportamenti sono quelli che, generalmente, il pubblico può verificare direttamente assistendo a scene in gran parte basate sui comportamenti del personaggio. 

Informazioni

Le  informazioni su un personaggio sono dati non deducibili dalla storia, ma rilasciate dallo stesso personaggio o da altre entità, come amici, avversari, ecc. e ne descrivono i comportamenti non visualizzati, il passato, le valutazioni sugli eventi e sugli altri personaggi, le motivazioni, i progetti, i sogni. 

Attributi

Gli attributi sono dati che non distinguono il personaggio da altri, ma al contrario ne individuano l'appartenenza a determinati gruppi di persone: è la sua identità sociale. Questi dati possono essere dichiarati o dedotti dai costumi, dalla fisionomia del personaggio, dai luoghi in cui vive, ecc. Gli attributi definiscono: l'età, il sesso, l'etnia, la classe sociale, il lavoro che svolge, la nazionalità, ed eventualmente il grado di istruzione, la religione, il tipo fisico (bello/brutto, alto/basso, ecc.). Gli attributi sono fondamentali per lo sviluppo del personaggio, soprattutto a livello di dialoghi. Se Giulietta e Romeo non fossero giovani, nullafacenti e non appartenessero all'aristocrazia cittadina, evidentemente penserebbero e si esprimerebbero in modo diverso, anche se la storia non muterebbe in maniera sostanziale.

EVOLUZIONE DEI PERSONAGGI

Le narrazioni possono dar vita a personaggi statici o dinamici, con tutte le possibili gradazioni intermedie. I personaggi statici sono quelli tipici dei film dove la storia prevale sul personaggio. Essi non mutano le loro caratteristiche dall'inizio alla fine. I personaggi dinamici subiscono invece dei cambiamenti, grazie agli accadimenti che essi dovranno affrontare, oppure rimangono se stessi, ma è il giudizio del pubblico che si dinamizza, poiché gli vengono presentati eventi o informazioni che cambiano la valutazione sulle caratteristiche del personaggio.

La narrazione, dal punto di vista del binomio staticità/dinamismo, opera nei confronti delle caratteristiche del personaggio con i seguenti meccanismi: 

- la ripetizione: i dati comportamentali del personaggio sono enfaticamente replicati sequenza dopo sequenza. Il piacere e l'interesse del pubblico sta nel vedere e rivedere all'opera le caratteristiche del personaggio. Il meccanismo è tipico delle serie tv a episodi, dove il protagonista mette ripetutamente in scena i propri prevedibili comportamenti. 

- la trasformazione: il personaggio cambia modalità comportamentali durante il racconto. La mutazione è attentamente preparata da una serie di eventi che appaiono come lezioni che il personaggio apprende e che lo spingono al cambiamento. Di solito il passaggio va dal cinismo alla generosità, dall'individualismo alla presa di coscienza. Non mancano comunque movimenti di segno opposto. 

- la sorpresa: il pubblico scopre solo alla fine che il personaggio è diverso da ciò che si aspettava. La sorpresa è ottenuta di solito esponendo all'inizio i dati comportamentali, ma nascondendo al pubblico quelli informativi in tutto o in parte, o fornendone di errati o di fuorvianti. La gran parte delle narrazioni però dà allo spettatore l'opportunità di sospettare qualcosa, altrimenti se lo spettatore non riuscirà ex post a rimettere insieme gli indizi che l'autore aveva disseminato, gli risulterà difficile accettare la sorpresa.

- la scoperta: il personaggio viene presentato con determinate caratteristiche, poi si scoprono però progressivamente altri suoi aspetti, magari con dei flash back, che mostrano sotto una luce diversa alcuni suoi comportamenti, costringendo il pubblico a cambiare opinione sul personaggio, anche se lui è rimasto sostanzialmente statico. 


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Esercizio sulle funzioni svolte dai personaggi e la loro importanza
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Esercizio sulle caratteristiche dei personaggi e la loro evoluzione
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