LA DENSITA' NARRATIVA


La densità narrativa è il rapporto tra la dimensione del nucleo narrativo (storia più personaggi) e quella dell'insieme dell'opera. Capita nella vita quotidiana di ascoltare racconti di eventi che in sé sono poca cosa, ma che il narratore infarcisce di considerazioni personali, descrizioni e addentellati. Accade anche in letteratura: si pensi a quei romanzi dove l’autore interrompe il racconto per offrire proprie considerazioni filosofiche o storiche, oppure per descrivere lungamente gli ambienti e i costumi dei luoghi dove si svolge la storia. All’opposto possiamo ascoltare racconti orali o leggere romanzi stracolmi di informazioni a tal punto da rendere difficile la loro comprensione. Lo stesso accade per le opere cinetelevisive: ve ne sono, a parità di durata, di concentrate e rarefatte. È però più frequente trovare una scarsa densità narrativa in un'opera cinetelevisiva che letteraria poiché un film non è fatto solo di narrazione e può scorrere ed essere fruito anche senza la presenza significativa di eventi e personaggi. Del resto gli stimoli che vengono da un film sono tanti e tali che lo spettatore comune è in grado di recepire una quantità di narrazione più ridotta di quella di un romanzo. Davanti a film densi di accadimenti, personaggi, informazioni lo spettatore compie da sé una selezione, che però non è ordinata, ma casuale, e ciò può andare a detrimento della comprensibilità del racconto. Per questo la gran parte dei film è attenta a mantenere una densità narrativa piuttosto bassa, che corrisponde a quella di un racconto letterario, non di un romanzo. Ed è anche la ragione per cui l’adattamento di un romanzo per ricavarne una sceneggiatura per film è sempre e soprattutto un lavoro di riduzione.


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La densità narrativa
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