LA TESSITURA NARRATIVA


Come una corda è costituita, a ben guardare, da una serie di fili intrecciati, così ogni storia raccontata in un film, nella gran parte dei casi, è un insieme di storie. Se ad esempio un film racconta di due personaggi che per tutto il tempo si incontrano/scontrano, quella storia probabilmente verrà narrata focalizzandosi ora sul primo ora sul secondo, poi su tutti e due, in pratica passando da un “filo” narrativo all’altro: ognuno di loro insomma sarebbe portatore di una “sottostoria", una linea narrativa, o storyline. Non accade lo stesso con tutti i personaggi presenti in un film: per la gran parte si tratta di personaggi meramente “accessori”: servono solo a rendere possibile un certo evento o una battuta di dialogo, non sono approfonditi e per questo sono facilmente sostituibili. Per esempio Frate Giovanni, incaricato di informare Romeo del piano di Giulietta ma bloccato dai gendarmi, non è portatore di alcuna propria storyline: è solo uno strumento utilizzato dalla storia per spiegare come mai quella notizia a Romeo non arriverà mai. Altri personaggi minori della stessa tragedia quali Paride, la balia, Mercuzio, ecc. possono essere o meno portatori di una propria storyline a seconda dello spazio riservato loro dall’adattamento cinematografico. Se la loro presenza punteggia il film in diversi momenti e il pubblico grazie al rilascio di qualche dato viene messo nelle condizioni di immaginare una loro vita al di là degli incontri con le vicende principali, allora sono senz’altro portatori di una propria storyline. I modi e i tempi coi quali le diverse storyline di un film interagiscono tra loro danno vita alla tessitura: per formare un tessuto i fili dell’ordito (le storyline) corrono parallelamente tra loro e sono attraversate trasversalmente da fili, la trama, ovvero l’insieme degli eventi che nel film incrociano le varie storyline unendo ora certi fili, ora altri.

In un film vi è sempre una storyline principale in cui è coinvolto il protagonista e che lega tutti quegli eventi che forniscono la motivazione principale del film, quella per la quale il pubblico ha scelto di vedere quella pellicola. Lo stesso protagonista però può essere coinvolto anche in una storyline “portata” da un altro personaggio, una storyline che magari non ha nulla a che vedere con quella principale, o che ne costituisce una connessione non decisiva, sostituibile. Queste storyline si chiamano “secondarie”. Spesso svolgono la funzione di approfondire il personaggio sul piano psicologico. Il loro numero può variare ma vi è un limite fisico insuperabile: la durata del film. Una storyline per esistere deve godere di un minimo di complessità, e perché ciò sia possibile deve essere messa a disposizione una certa quantità di tempo filmico. Nella gran parte dei film, nei fatti, vi è una sola storyline principale e due o tre secondarie. Sono stati realizzati anche film, comunque, percorsi da più storyline principali ed altri dove la storyline principale cambia status a mano a mano che procede il racconto. Ne “Il padrino” quella che pareva la storyline principale, retta dal vecchio padrino, cede il passo alla storyline inizialmente secondaria che narra le vicende del figlio minore.

Ogni storyline subisce i procedimenti di presentazione, selezione e collocazione tipici dell’esposizione: i singoli segmenti e i vuoti che li circondano si intersecano e si alternano rafforzandosi vicendevolmente. I modi attraverso i quali le storyline si relazionano tra loro sono sostanzialmente tre: fusione, intreccio, alternanza. 

La fusione si ha quando i protagonisti di due o più storyline vivono gli stessi eventi e dunque si ritrovano più o meno sempre nelle stesse scene. L’intreccio si ha quando vi sono due storyline che si incrociano continuamente. L’alternanza si ha quando la storyline principale si interrompe in diversi punti per mostrare eventi dove non è presente il protagonista, ma un altro personaggio che parallelamente sta vivendo vicende diverse, anche se in qualche modo sono collegate alle prime. Fusione, intreccio ed alternanza, sono modalità di tessitura che possono coesistere all’interno dello stesso film, e ciò accade probabilmente nella gran parte dei film. I momenti del passaggio da una modalità all’altra o all’interno della stessa tra diverse storyline formano i nodi della trama. Per esempio due personaggi sono sempre insieme, poi a causa di una catastrofe i loro destini si separano e il film li segue entrambi sino al finale quando si ricongiungono. In questo caso abbiamo un primo nodo di passaggio dalla fusione di due storyline alla loro alternanza ed un ritorno alla fusione: sono due nodi. Poi ci sono tutti i nodi intermedi in cui ci si alterna sulle due linee narrative. I nodi hanno un’importanza fondamentale perché sono momenti di rottura, di cambiamento, di novità e dunque attraggono fortemente l’attenzione del pubblico e attivano la sua emotività. 


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La tessitura nella narrazione cinetelevisiva
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