L'INQUADRATURA: L'IMMAGINE

Le proprietà dell'inquadratura

Le caratteristiche visive dell’immagine cinetelevisiva non dipendono solo dal punto di ripresa, ma anche dalle proprietà materiali delle inquadrature, cioè dal mezzo fisico con cui sono colte o viste. Un’identica immagine cinetelevisiva sarà molto diversa se verrà realizzata in 3D o in bianco e nero, in pellicola o in digitale, velocizzandola o accelerandola ecc. Le proprietà materiali dell’inquadratura (grande o piccola, in bianco e nero o a colori ecc.) dipendono in parte da scelte degli autori, ma nella maggioranza dei casi sono una conseguenza dello sviluppo tecnologico. Ogni volta che la tecnologia ha compiuto un passo in avanti, però, non ha mai eliminato del tutto ciò che è stato superato e che si trasforma da obbligo in possibilità. Le proprietà materiali dell’inquadratura sono: formato, qualità, velocità, unità/molteplicità delle immagini, colorazione, rilievo. 


Le relazioni prospettiche

Le relazioni prospettiche in un’inquadratura sono quelle che consentono al pubblico di costruire nella propria mente un virtuale spazio tridimensionale a partire da immagini che invece sono bidimensionali. Per tridimensionale si intende la percezione che l’immagine non è piatta (con le sole dimensioni di base e altezza), ma si estende anche in profondità (la terza dimensione di un volume).


La composizione dell'inquadratura

Quando lo spettatore vede un’inquadratura non la coglie nel suo insieme, ma sposta rapidamente lo sguardo da un punto all’altro della stessa; l’ordine che egli segue in questo zigzagare degli occhi e il tempo di permanenza sulle diverse aree del quadro possono essere ragionevolmente immaginati dagli autori delle opere cinetelevisive, consentendo loro di valorizzare alcuni elementi a scapito di altri.