LE GRANDEZZE SCALARI


A seconda della distanza apparente tra la camera e i soggetti inquadrati, questi ultimi appaiono più o meno grandi. L'effetto di vicinanza o lontananza da un soggetto può essere ottenuto anche con l'utilizzo di diversi obiettivi. Per questo si parla di distanza apparenteLe dimensioni che figure o cose possono raggiungere dentro il quadro e che dipendono dalla distanza apparente della camera si chiamano grandezze scalari.  Per facilitare la comunicazione sul tipo di inquadratura che si vuole ottenere si utilizza una nomenclatura che assegna un termine ad ogni grandezza. Le inquadrature dove prevale il soggetto si chiamano piani, quelle dove prevale l'ambiente campi.

 

Ecco l'elenco: 
Primissimo Piano (PPP)
Primo Piano (PP)

Mezzo Primo Piano (MPP)

Mezzo Busto (MB)

Piano Medio (PM)

Piano Americano (PA)

Figura Intera (FI)

Campo Medio (CM)

Campo Lungo (CL)

Campo Lunghissimo (CLL)



Primissimo piano (PPP)

Il Primissimo Piano va dalla fronte a sotto il mento. Gli occhi si situano all'incirca sulla linea del primo terzo dell'inquadratura, la bocca sulla linea del secondo terzo. Il viso occupa tutta l'inquadratura e la parte compresa tra la bocca e gli occhi sta sulla fascia centrale. 



In questa sequenza de La sposa turca (Gegen die Wand, r. di Fatih Akın, 2004, Germania, Turchia) la protagonista sta dicendo all'uomo che aspetterà che lui sconti la sua pena. Per rendere l'intensità del momento la distanza apparente si riduce progressivamente sino al PPP, per poi tornare a grandezze scalari maggiori.


Per rendere l'intimità scoperta dai due protagonisti, che vivono in una società futuristica dove l'amore non è consentito, vengono scelti prevalentemente dei PPP. Da L'uomo che fuggì dal futuro (THX 1138, r di George Lucas, 1971, USA)



Primo Piano (PP)

Il Primo Piano è un PPP allargato simmetricamente sopra gli occhi (sino a includere tutti i capelli ed eventualmente un piccolo spazio in alto chiamato in gergo aria in testa) e sotto il mento (sino a includere le spalle). Come nel PPP, anche nel PP, dunque, le linee degli occhi e della bocca rimangono centrali, ben in evidenza. 



Carl Theodor Dreyer in La passione di Giovanna d'Arco (La passion de Jeanne d'Arc, 1928, Francia) realizzò un film costruito praticamente solo di PP e PPP. L'effetto è sorpendente: il volto cessa si colpire per la sua vicinanza alla camera (e quindi al pubblico) e diviene una sorta di paesaggio da esplorare con partecipazione.


Nella scena tratta da Kes (r. di Ken Loach, 1969, Regno Unito), i ragazzini di una scuola sono puniti per essere stati sorpresi a fumare. Una serie di PP consentono al pubblico di condividere emotivamente la loro pena.



Altri brani commentati di film con Primissimi Piani e Primi Piani si trovano su questa playlist.



Piano Medio (PM)

Il Piano Medio va da sopra i capelli (lasciando aria in testa) sino alla vita. Il viso è ben visibile con tutte le sue espressioni. Quando la linea inferiore si ferma sotto il petto si chiama Mezzo Primo Piano, sotto le coste Mezzo Busto.



In questa scena tratta da Il grande Lebowski (The Big Lebowski, r. dei fratelli Coen, 1998, USA, Regno Unito) il protagonista è stato arrestato. Per rendere buffa e non drammatica l'aggressività dello sceriffo, vengono utilizzati dei Piani Medi invece che piani più ravvicinati.


In Non uno di meno (Yi ge dou bu neng shao, r. di Zhang Yimou, 1999, Cina) Zhang Huike legge in PM il diario di una sua compagna di classe che si lamenta della trascuratezza della maestra. Il PM serve a includere anche altri attori e a mettere in evidenza l’azione (la lettura).  Per rendere invece l’emozione che prova la maestra ascoltando il bambino, si utilizza un piano più ristretto.



Piano Americano (PA)

Il Piano Americano riprende la figura da sopra i capelli (lasciando aria in testa) sino alle ginocchia. 



Altri brani commentati di film con Piani Medi e Piani Americani si trovano su questa playlist.



Figura Intera (FI)

La Figura Intera è costruita a partire dai capelli (lasciando aria in testa) sino ai piedi compresi. Il soggetto occupa col suo corpo l'intera altezza dell'inquadratura.



In questa scena tratta da Il cappello a cilindro (Top Hat, r. di Mark Sandrich, 1935, USA) la camera si limita a riprendere la danza come se si svolgesse su un palcoscenico, con un solo punto di ripresa, frontale, e utilizzando solo Figure Intere (e qualche Campo Medio). In compenso la scelta enfatizza l'abilità di Gingers Rogers e Fred Astaire.


Charlie Chaplin predilige il Campo Medio in modo che l’azione comica possa mettere bene in evidenza i movimenti e la gestualità dell’attore, nonchè l’interazione con l’ambiente circostante. Da La cura miracolosa (The Cure, r. di Charlie Chaplin, 1917, USA). 




Campo Medio (CM)

Nel Campo Medio il corpo del soggetto occupa da un terzo a metà dell'altezza dell'inquadratura. Del viso si percepiscono solo le espressioni più marcate. 



Brani commentati di film con Figure Intere e Campi Medi si trovano su questa playlist.



Campo Lungo (CL)

Nel Campo Lungo il soggetto è lontano (più o meno tra un terzo e un decimo dell'altezza del quadro). Non si scorge più alcuna espressione del viso né i suoi tratti, ma la gesticolazione più pronunciata è ancora visibile. L'ambiente prevale nettamente sulla persona. 



In questa scena tratta da L’ultimo spettacolo (The Last Picture Show, r. di Peter Bogdanovich, 1971, USA) veste di bianco in modo dal resto della massa, così la si nota anche in Campo Lungo. Il taglio dell'inquadratura, il vestito e il rapido movimento obliquo fanno sì che la sua figura si stagli contro il cielo prima e sul prato poi, pur in un CL.


In questa sequenza tratta da Il sorpasso (r. di Dino Risi, 1962, Italia) vengono usati Campi Lunghi per rappresentare la spavalderia di uno dei protagonisti mentre sfreccia per le strade della Roma antica. Il taglio è utile in questo caso per contrapporre la solennità monumentale della città al cinismo infantile del personaggio. 



Campo Lunghissimo (CLL)

Nel Campo Lunghissimo il soggetto è molto lontano (non supera un decimo dell'altezza del quadro). Si percepiscono i suoi movimenti nello spazio, ma la gesticolazione non è chiara. L'ambiente è assolutamente prevalente. 



In questa scena de Il gladiatore (Gladiator, r. di Ridley Scott, 2000, USA, Regno Unito) la panoramica dall'alto in CLL serve ad assicurare la comprensione della dinamica della battaglia. Poi quando invece si deve visualizzare lo scontro, l'angolazione diviene orizzontale e dal basso e la distanza apparente ravvicinata in modo da far sentire lo spettatore in mezzo alla battaglia. 


In Banditi a Orgosolo (r. di Vittorio De Seta, 1961, Italia) si utilizzano diversi Campi Lunghi e Lunghissimi per mostrare non l'ambiente, ma come questo viene visto e vissuto dai personaggi. Si noti il passaggio dal CLL in cui il protagonista è inquadrato in CM, al CL che viene montato dopo il passaggio al PP per rendere l'allarme crescente del personaggio. 



Brani commentati di film con Campi Lunghi e Lunghissimi si trovano su questa playlist.



Dettaglio, particolare, totale

I piani si riferiscono sempre alle persone. Per cui un piano ravvicinato di un animale o di un oggetto si definisce sempre come dettaglio. Quando animali o cose sono ripresi per intero si chiamano totali. Quando di una persona si riprende solo una parte che non sia uno dei piani di cui sopra, si parla di particolare (ad esempio: particolare degli occhi, oppure particolare della mano). 


La scena del primo incontro in Romeo e Giulietta (Romeo and Juliet, 1968, Regno Unito e Italia) è tutta giocata sui Primi Piani. Ad un certo punto però, quando Romeo esprime il proprio desiderio di baciarla, la camera si avvicina sul Particolare degli occhi che si chiudono e si riaprono lentamente rendendo efficacemente l'idea del desiderio che cresce nella ragazza.


In Tangerines (მანდარინები, di Zaza Urushadze, Estonia, Georgia, 2013) le sequenze che mostrano al lavoro il protagonista cominciano dai Particolari e dai Dettagli del suo lavoro sul legno. In questo modo l'autore conferisce all'impegno semplice, quotidiano e pacifico dell'uomo un'importanza particolare. 



Brani commentati di film con Particolari e Dettagli su questa playlist.



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Scheda di lavoro su "La distanza apparente"
Esercizio a partire dalla visione individuale di un film
scheda_grandezze_scalari.doc
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Anche in inglese, come in italiano, le denominazioni delle varie grandezze scalari variano secondo il Paese, i testi e persino le case di produzione. Qui proponiamo una selezione delle denominazioni maggiormente in uso. Qui sotto la corrispondenza (approssimata) con i termini italiani:

 

PPP --- Tight CU (close-up)

PP --- Full CU

MPP --- Wide CU

MB --- Medium close shot

PM --- Medium shot

PA --- Medium full shot

FI --- Full shot

 

CM --- Medium long shot

CL --- Long shot

CLL --- Extreme long shot



Il tema delle grandezze scalari, come e quando vengono utilizzate, è affrontato per esteso alle pp.138-150 del Corso di linguaggio audiovisivo e multimediale.