LE REGOLE DI CONTINUITA'

L’esigenza di preservare l’impressione di continuità tra inquadrature diverse che descrivono la stessa azione pervade ogni momento della realizzazione cinetelevisiva. Per quanto riguarda il montaggio vi sono regole di carattere generale che assicurano una visualizzazione coerente e fluida: i film sono fatti di tante inquadrature diverse e la necessità di non far apparire salti e di rendere tutto chiaro spetta in gran parte al montaggio. Si tratta certamente di regole interne alla logica del montaggio invisibile, ma sono presenti in diversa misura in tutte le opere cinetelevisive.


La regola dei 180°

Quando due soggetti si relazionano stabiliscono tra loro un asse che prende il nome di linea d’azione e delimita due campi. La regola dei 180° prevede che, per mantenere la continuità visiva, la camera possa riprendere svariate inquadrature dei soggetti, variando distanza, altezza e angolazione, ma sempre all’interno dello stesso campo.

La disorientata Charlotte e il famoso attore Bob si trovano per caso in un hotel di Tokyo e le loro solitudini si attraggono. Le due scene proposte, una verso l'inizio del film e l'altra verso la fine, mostrano la progressiva intimità  del loro conversare , resa da piani più ravvicinati. Le inquadrature sono molte ma sempre dentro lo stesso campo. Da "Lost in Translation" (r. di Sophia Coppola, 2003, USA).


La regola va applicata anche quando un soggetto che si muove viene ripreso da diversi punti in vari momenti del suo percorso: la sua traiettoria stabilisce una linea che delimita due campi. Le riprese vanno effettuate esclusivamente o alla sua destra o alla sua sinistra. Da  "Gioventù, amore e rabbia" ("The Loneliness of the Long Distance Runner", r. di Tony Richardson, 1962, UK).


Se in sede di ripresa si scavalca il campo, ovvero si realizzano inquadrature da tutti e due i lati della linea d’azione, il personaggio che stava sulla destra del quadro apparirà sulla sinistra nella successiva inquadratura e viceversa. Oppure se sono ripresi separatamente sembrerà che ambedue guardino un terzo personaggio inesistente.

Anche in film considerati dei classici la regola dei 180° non è sempre stata rispettata. Queste immagini sono tratte dalla scena iniziale de "Lulù" ("Die Büchse der Pandora", r. di Georg Wilhelm Pabst, 1929, Germania) in cui la protagonista Lulù offre da bere al tecnico del gas per avere uno sconto. Come si vede, i due sembrano guardare una terza persona non inquadrata.


Lo scavalcamento di campo è possibile, nella logica del montaggio invisibile, utilizzando degli stratagemmi che perseguono tutti lo stesso scopo: far dimenticare allo spettatore la posizione che il soggetto ricopriva nell’inquadratura di riferimento, in modo che la disposizione dei soggetti nelle successive inquadrature non appaiano incoerenti. 

Jack dice al vecchio custode Grady di averlo riconosciuto: è lo stesso che ha ucciso la moglie e le due figlie, prima di spararsi. È qui che le posizioni dei due si ribaltano. L'attacco suggerisce l’intercambiabilità tra i due custodi e non si nota come "errore", grazie alla semplicità dei punti di riferimento spaziali. Da "Shining" ("The Shining", r. di S. Kubrick, 1980, USA). 




Altri brani commentati di film dal punto di vista della regola dei 180° su questa playlist.



La regola dei 30°


La regola dei 30° prevede che, quando si monta consecutivamente una seconda inquadratura dello stesso soggetto, questa debba mantenere rispetto alla prima almeno una differenza di angolazione orizzontale di 30°

In questa scena tratta da Mission Impossibile (r. di Brian De Palma, 1996, USA) Ethan conversa con il suo ex capo: sa che l'ha tradito. La conversazione viene descritta con diverse coppie di inquadrature con angolazioni tra loro superiori ai 90° (o pari a 0°: attacco sull'asse).



La regola della differenza dimensionale


La regola della differenza dimensionale stabilisce che non si devono montare una di seguito all’altra due inquadrature dello stesso soggetto che abbiano grandezze scalari simili.

In questa scena di  Mission Impossibile (r. di Brian De Palma, USA, 1996) dalla seconda alla terza inquadratura c'è un attacco sull'asse in allontanamento dal Primo Piano al Piano Medio ("saltando" MPP e MB).  Si noti che da quell'inquadratura si passa ad un'altra in scavalcamento di campo, che non si nota perché il pubblico è distratto dalla rotazione della testa della donna.



Il tema delle regole di continuità è affrontato per esteso alle pp.272-275 del Corso di linguaggio audiovisivo e multimediale.