L'ANGOLAZIONE DI RIPRESA


Quando si riprende un soggetto si sceglie da quale angolazione riprenderlo. Questa scelta non è mai casuale: ogni tipologia di angolazione produce diversi effetti sul pubblico.

Le angolazioni possibili sono infinite, ma per facilitare la comunicazione, sia in fase critica che realizzativa, si utilizza una determinata nomenclatura.
Ci si deve immaginare che il soggetto sia al centro di un reticolo sferico che si estende tutto intorno a lui e sul quale sono posizionati tutti i possibili punti di ripresa. Sul globo terrestre ogni punto è definibile da due coordinate, il meridiano e il parallelo. Allo stesso modo sul reticolo intorno al soggetto ogni punto di ripresa è definito da angolazioni verticali e orizzontali


ANGOLAZIONI VERTICALI

Le angolazioni verticali sono le riprese realizzabili ruotando la camera intorno al suo asse orizzontale. Si usa distinguere le angolazioni a piombo, dall'alto, orizzontale, dal basso, supina.


A piombo

L'angolazione a piombo guarda il soggetto completamente dall'alto. Al cinema non è frequente e serve per dare un'idea molto precisa dello spostamento dei soggetti, oppure per farne ammirare il numero, o per mostrare molto chiaramente un certo ambiente di grandi dimensioni, o per indurre un’emozione simile a quella delle vertigini, o per dare un senso di fortissima oppressione.

 Salvo quest'ultimo caso, si tratta di una ripresa tendenzialmente "fredda", poiché da quell'angolazione non si riesce a scorgere l'espressione dei personaggi e nemmeno gran parte della loro gesticolazione (a meno che non siano sdraiati).



Brani di film con angolazioni a piombo (commentati) su questa playlist.



Dall'alto

L'angolazione dall'alto può servire a vari scopi. Quando insiste su una persona può comunicare uno stato di soggezione dell'individuo. Corrisponde alla nostra esperienza esistenziale: siamo abituati a vedere "dall'alto" i bambini, ad esempio. Per le stesse ragioni può trasmettere uno stato di inquietudine se il film ci ha portato ad identificarci col soggetto.

In altri casi, specie nelle scene di massa, oppure negli inseguimenti, ecc. serve a mostrare con chiarezza il movimento dei soggetti e la loro disposizione nello spazio. E' utile anche per mostrare un luogo nella sua interezza in modo "neutrale".

E' una inquadratura che "raffredda", ma ci permette di comprendere bene quello che accade, esattamente come succede nella realtà quando per osservare un avvenimento si cerca un posto più alto per vedere meglio.

L'angolazione dall'alto può servire anche, semplicemente, a indicare  il fatto che tra due personaggi che conversano uno è meno alto dell'altro, oppure è seduto, oppure si trova in una posizione più bassa del suo interlocutore. 



Brani di film con angolazioni dall'alto (commentati) su questa playlist.



Orizzontale

L'angolazione orizzontale corrisponde alla maniera usuale con cui si è soliti nella vita reale vedere le persone e le cose: all'altezza degli occhi. Per questo è una angolazione piuttosto neutrale dal punto di vista della dialettica superiore/inferiore. 

L'angolazione orizzontale può essere molto diretta perché il soggetto è "alla stessa altezza" del pubblico e dunque può, a determinate condizioni, coinvolgere maggiormente.

 


Dal basso

Ogni essere umano ha passato la prima parte della propria vita a guardare gli adulti dal basso. Questa posizione ha stimolato svariate emozioni: rabbia e senso di impotenza, paura... ma anche ammirazione e desiderio di emulazione. L'angolazione dal basso stimola le stesse sensazioni, a seconda del contesto. Dipendendo dalla narrazione, la ripresa dal basso del personaggio  può sottolinearne positivamente l'autorevolezza oppure incutere timore o altre emozioni negative.

Nelle scene dove ci sono movimenti con più soggetti, l'angolazione dal basso non permette di rendersi conto di quel che accade: per questo la si usa quando si vuole esaltare l'aspetto caotico e concitato di una situazione, in modo da trasmettere una sensazione di confusione. 

L'angolazione dal basso può servire anche a sottolineare semplicemente il fatto che uno dei due personaggi in scena è più alto dell'altro, oppure sta in piedi mentre l'altro è seduto, oppure si trova in una posizione più elevata. 



Supina

L'angolazione supina è un'angolazione dal basso estremamente spinta: corrisponde alla visione che si ha stando sdraiati e guardando verso l’alto. Le sensazioni che le inquadrature dal basso normalmente provocano, in quelle supine vengono grandemente amplificate.

Sia le inquadrature a piombo che quelle supine non corrispondono ad uno sguardo abituale, per questo di solito provocano un po’ di inquietudine che, secondo il contesto, può essere più o meno forte.

L’angolazione supina può anche servire semplicemente a descrivere il passaggio di qualcosa che sta molto in alto (un aereo che vola, ecc.).



Brani di film con angolazioni supina (commentati) su questa playlist.



ANGOLAZIONI ORIZZONTALI

Le angolazioni orizzontali sono quelle ricavabili attraverso la rotazione della camera intorno al suo asse verticale. Si usa distinguere le angolazioni frontale, tre quarti, profilo, tre quarti di spalle, di spalle.

Frontale

Nell'angolazione frontale camera e soggetto sono l'uno di fronte all'altro. Nel caso di un piano ravvicinato vediamo ogni parte del volto. E' una angolazione che corrisponde alla posizione di quando si parla ad una persona nella vita di tutti i giorni; per questo è quella più adatta a coinvolgere lo spettatore in maniera diretta.

Tre quarti

Nell'angolazione di tre quarti il viso del soggetto mostra una parte della testa che, essendo inanimata (capelli, un orecchio, ecc.), non suscita grande interesse. Solitamente, inoltre, la linea dello sguardo del personaggio non incontra il pubblico. 

E' una angolazione che consente al pubblico di vedere agevolmente tutte le parti del volto che gli interessano. In linea generale si può affermare che più un volto si discosta dall'angolazione frontale slittando verso l'angolazione di profilo, minori sono le possibilità di coinvolgimento emotivo da parte del pubblico. Il che può essere utile quando il pubblico deve vedere la scena con un certo distacco. Gran parte delle conversazioni vengono riprese alternando i volti di tre quarti.



Brani di film con angolazioni di tre quarti (commentati) su questa playlist.



Profilo

L'angolazione di profilo non è molto comune, perché il profilo relega la parte espressiva del volto (bocca, occhi) ai margini (sacrificando un occhio e metà bocca), non consentendo al pubblico di cogliere le sfumature della mimica facciale. 

Tuttavia l'angolazione di profilo può essere utile in varie circostanze, ad esempio per sottolineare lo spazio di fronte al personaggio. Oppure "in coppia" con un altro profilo, o un frontale, consentendo così di tenere in campo, senza bisogno di montaggio, l'interazione tra due personaggi.



Brani di film con angolazioni di profilo (commentati) su questa playlist.



Tre quarti di spalle

Nell'angolazione tre quarti di spalle il volto è quasi del tutto nascosto. Di solito la si utilizza quando l'attenzione è concentrata o sarà concentrata su ciò che il personaggio sta vedendo davanti a sé. 

Un'altra situazione in cui la si incontra spesso è nei dialoghi tra due persone quando la camera li riprende da dietro.



Brani di film con angolazioni di tre quarti di spalle (commentati) su questa playlist.



Di spalle

Nell'angolazione di spalle il soggetto viene visto da dietro. Di solito la si utilizza per mostrare sullo sfondo quel che il personaggio sta guardando. 

Altre volte l’angolazione di spalle serve a mantenere l’incognita sul personaggio inquadrato, oppure a far sospettare che sia seguito da qualcuno. Molto spesso quando si riprende in un dialogo il frontale o tre quarti di uno dei due, l'altro viene lasciato "di quinta", viene cioè visualizzata una sua parte di spalle.



Brani di film con angolazioni di spalle (commentati) su questa playlist.



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