L'INQUADRATURA


L'inquadratura cinetelevisiva è l'insieme delle immagini (fotogrammi o frame) che si trovano tra un taglio e l'altro. Nella lingua italiana quando ci si vuol riferire alle singole immagini che compongono l'inquadratura, si utilizza il termine fotogramma in campo cinematografico, e frame in quello televisivo; se si vuol sottolineare l'elemento compositivo di un fotogramma/frame si può utilizzare il termine quadro. La parola immagine è un termine più generico, piegabile a varie necessità comunicative, e che rimanda comunque al contenuto puramente visivo dell'inquadratura o di un suo fotogramma/frame.
Le tipicità dell'inquadratura cinetelevisiva sono descritte qui.


Tipologie di inquadrature

Il cinema e la tv sono opere collettive: i membri di una crew devono poter comunicare tra loro che tipo di inquadrature intendono realizzare. Per questo si utilizzano dei termini che classificano le inquadrature secondo determinati criteri. Queste nomenclature servono anche ai critici, agli studiosi e ai semplici spettatori per poter analizzare le caratteristiche delle singole inquadrature e poterne discutere. Purtroppo la terminologia che segue non varia solo secondo il Paese, ma dipende anche dalle diverse tradizioni critiche. Di seguito se ne propone una che si ritiene utile ai fini didattici e che classifica le inquadrature in base ai seguenti criteri:

Il punto di ripresa

Quando le persone intendono osservare qualcosa scelgono una certa distanza (più vicino, più lontano...), l'angolazione (verso l'alto, verso il basso...), l'inclinazione (piegando la testa verso un lato, rimanendo dritti...), l'altezza (piegando le ginocchia, cercando una posizione più alta...) e se muoversi o restare fermi. Si compiono le stesse scelte anche in ambito cinetelevisivo quando si decide di riprendere un soggetto con una camera. 

- la grandezza scalare indica la dimensione che il soggetto umano occupa all'interno dell'inquadratura;

- l'angolazione di ripresa indica il punto di vista dal quale il soggetto umano è inquadrato;

- l'inclinazione indica l'angolo, solitamente parallelo, tra la linea dell'orizzonte e l'asse orizzontale della camera;

- i movimenti di camera sono gli spostamenti operati dal punto di ripresa rispetto agli elementi dell'inquadratura.

Sul piano realizzativo, il punto di ripresa è scelto dal regista ed eseguito dall'operatore/cameraman con l'eventuale aiuto di personale ausiliario (assistenti, macchinisti, ecc.).

L'organizzazione degli elementi visivi

Quando si apparecchia una grande tavola si cerca di disporre (comporre) gli elementi (piatti, posate, cibo...) in modo tale che risultino il più possibile evidenti, accessibili e tra loro equilibrati. Allo stesso modo con un po' di fantasia si possono pensare le inquadrature come contenitori di "cose" che devono essere messe più o meno in evidenza, in modo che il quadro d'insieme risulti chiaro, interessante e dotato di senso.  

- la composizione indica la disposizione e le caratteristiche formali degli elementi dell'inquadratura finalizzate a dirigere l'attenzione dello spettatore verso le diverse aree dell'inquadratura;

- le relazioni prospettiche sono quelle che consentono al pubblico di costruire nella propria mente un virtuale spazio tridimensionale a partire da immagini che invece sono bidimensionali

Sul piano realizzativo il responsabile dell'organizzazione degli elementi visivi è il regista che dà le indicazioni all'operatore/cameraman.

Le proprietà del quadro

L'inquadratura cinetelevisiva può avere varie forme e diverse definizioni d'immagine (secondo la "grandezza" del supporto, o il mezzo di ripresa). Accade la stessa cosa anche in campo pittorico: un quadro non è solo ciò che vi è disegnato sopra: è anche la sua forma (tonda, rettangolare...), la sua grandezza, la tipologia del supporto (tela, legno...) e la tecnica pittorica utilizzata (olio, tempera...). Queste scelte influenzano in maniera determinante l'immagine riprodotta: un quadro piccolissimo, ad esempio, non consente di riprodurre tutti i dettagli possibili in una grande tela. Nel caso dell'inquadratura cinetelevisiva, inoltre, trattandosi non di una sola immagine ma di molte, le caratteristiche del supporto includono anche la velocità con cui le immagini scorrono, la possibilità che possano coesistere più immagini contemporaneamente nello stesso quadro e la durata dell'inquadratura. Si possono dunque distinguere le seguenti proprietà del quadro:

- il formato indica le proporzioni tra base e altezza della cornice che racchiude l'inquadratura cinetelevisiva, le dimensioni della sua area e la sua forma;

- la qualità di immagine indica il grado di somiglianza tra la visione umana di un soggetto e la sua trasposizione in immagine. I parametri qualitativi sono sostanzialmente due: la definizione e la fedeltà al colore;

- la velocità di scorrimento indica il rapporto, solitamente pari a uno, tra il tempo reale impiegato da un'azione per dispiegarsi e il tempo occorrente per riprodurla con un mezzo cinetelevisivo;

- la combinazione indica la contemporanea coesistenza all'interno della stessa inquadratura di più immagini;

- la durata indica il tempo di scorrimento di tutti i frame/fotogrammi dell'inquadratura tra uno stacco e l'altro.

Sul piano realizzativo le decisioni in merito alle proprietà del quadro spettano al regista, ma questi vi potrebbe essere obbligato a causa di limiti tecnologici o di budget. 

La resa figurativa 

Una volta compiuta la scelta su cosa visualizzare, il punto di ripresa e il supporto da utilizzare, l'inquadratura può comunque offrire risultati completamente diversi a seconda di come la luce mette in evidenza gli elementi in campo. Ci sono vari parametri sulla base dei quali valutare l'effetto della luce sull'immagine:

- l'esposizione indica il grado di luminosità e il contrasto dell'immagine;

- il colore indica le tinte, e la loro saturazione, luminosità e temperatura, presenti nell'immagine o in una sua parte; 

- i filtraggi alterano in modo volutamente artificioso e visibile la resa figurativa dell'immagine.

Le decisioni in fase di produzione sulla resa figurativa spettano al regista, ma egli deve più che altro coordinare il lavoro di altre figure estremamente specializzate, come il direttore della fotografia e gli altri addetti alla messinscena. Inoltre la resa figurativa può essere modificata pesantemente anche in postproduzione, fase nella quale il regista potrebbe non essere presente.