I MOVIMENTI DI CAMERA


LE PANORAMICHE


Panoramica orizzontale


"L’ultimo spettacolo" ("The Last Picture Show", r. di Peter Bogdanovich, 1971, USA) comincia con una panoramica orizzontale che descrive lo squallore e la povertà del paese nel quale è ambientato, inquadrando uno dei luoghi centrali della storia: il vecchio cinema. 



Panoramica circolare


Questa panoramica circolare in "Il bacio della donna ragno" ("Kiss of the Spider Woman", r. di Hector Babenco, 1985, USA, Brasile) serve all'inizio per descrivere l'ambiente della cella, poi per seguire e a sua volta descrivere uno dei due protagonisti che sta raccontando un romanzo di sua invenzione di cui è protagonista una magnifica donna.



Panoramica verticale


In questa inquadratura di "Poor Cow" (di Ken Loach, 1967, UK) la panoramica verticale è utile per offrire uno scorcio dell'ambiente sociale in cui vivono i protagonisti e nell'accompagnare la madre e il bambino. Ripresi prima a piombo e poi dall'alto ad una certa distanza, appaiono soli e indifesi e ciò favorisce, con l'aiuto della canzone, l'empatia nei loro confronti



Panoramica obliqua


In questa scena di scena "Senso" (r. di Luchino Visconti, 1954, Italia) una panoramica obliqua precede una panoramica orizzontale nel verso opposto. L'ascensione sottolinea la suddivisione di classe e nazionale del pubblico: nei tre ordini di palchi alloggiano comodamente l'alta nobiltà e gli ufficiali austriaci, mentre in galleria, ma soprattutto nel loggione, molti borghesi sono assiepati contro la balaustra (da dove verranno lanciati i volantini antiaustriaci). 



Rotazione


Un movimento di rotazione della camera (movimento che porta a far perdere i punti di riferimento) introduce la scena della nebbia. Willard "sente" la presenza vicina di Kurtz. La nebbia rappresenta sul piano scenografico il passaggio tra il mondo vagamento comprensibile che i soldati si sono lasciati alle spalle e quello di morte dominato da Kurtz. "Apocalypse Now" (r. di Francis Ford Coppola, 1979, USA).



LE CARRELLATE


Carrellata indietro


Ne "Il buio oltre la siepe” ("To Kill a Mockingbird", r. di Robert Mulligan, 1962, USA) si racconta di un avvocato, Atticus, che cerca di difendere un ragazzo nero innocente in un contesto fortemente razzista. Le vicende sono raccontate dal punto di vista della figlia. La carrellata indietro (che dal Piano medio dei due protagonisti arriva al Totale della loro casa), come spesso accade, serve a comunicare al pubblico che il racconto si sta concludendo.



Carrellata avanti


Per la prima volta Max (da "Jackie Brown", r. di Quentin Tarantino, 1997, USA) vede Jackie e ne rimane subito colpito. L’avanzare verso la camera della seconda è alternato alla carrellata avanti dal basso dal Piano medio al Primissimo piano del primo. La lentezza della movimento (e non particolari espressioni dell'attore) porta il pubblico ad immaginare l'emozione di Max. 



Zoom in


Il protagonista di "Un uomo da marciapiede" ("Midnight Cowboy", r. di John Schlesinger, 1969) si trova da solo nella metropoli. È ottimista, ma quando deve scrivere ai pochi amici che ha lasciato, preferisce rinunciarvi e distruggere la cartolina. Quando apre la finestra, il suono del caos cittadino gli entra in stanza. Uno zoom in a schiaffo scopre il suo totale anonimato.



Zoom out


Nel finale di "Gente comune" ("Ordinary People", r. di Robert Redford, 1980, USA) padre e figlio si riconciliano. La recitazione di Timothy Hutton rende bene lo stato di forte repressione interna che vive e la difficoltà a liberarsene. Uno zoom out anticipa al pubblico che sull'immagine dell'abbraccio si chiuderà il film.



Carrellata a precedere


Questo è il secondo long take tratto da "Accattone" (r. di Pier Paolo Pasolini, 1961, Italia) consistente in una lunga carrellata a precedere. Il confronto con la prima conferma che questa soluzione serve ad evidenziare l'espressività del movimento dei corpi. Nella prima "Accattone" rimaneva indietro rispetto alla moglie che procedeva sicura avanti, qui invece lui affianca la ragazza che procede incerta e remissiva.



Carrellata a seguire


Il quartiere dove vivono i protagonisti de "L'odio" ("La Haine", di Mathieu Kassovitz, 1995, FR) è sotto assedio da parte della polizia. La camera segue di spalle tre poliziotti in carrellata a seguire, poi prosegue con lo stesso movimento ma passando a seguire i tre ragazzi. Il livello audio del loro dialogo viene tenuto alla stessa altezza per dare continuità all'azione e per rendere chiaro il punto di vista dell'autore.



Carrellata laterale


Nella scena che segue, tratta da "Stranger Than Paradise" (r. di Jim Jarmusch, 1984, USA) la protagonista, un'immigrata ungherese, è appena sbarcata a New York. La carrellata laterale che la segue ci restituisce con il suo approccio documentaristico, e la priorità visiva data all'ambiente, il senso di estraneità e delusione provato dalla ragazza.



La carrellata verticale


Il dottore (da "Il labirinto del fauno", "El laberinto del fauno", di Guillermo del Toro, 2006, MEX, SP) che cura nascostamente i partigiani che resistono ai franchisti viene ucciso dal capitano, che ha scoperto il suo doppio gioco. La carrellata a precedere consente di tenere in campo sull'avanpiano il dottore, sottolineandone così il rassegnato coraggio. La carrellata verticale dal dottore a terra si ferma prima di raggiungere l'altezza del capitano, in modo da inquadrarlo dal basso per rifletterne la pericolosità e l'arroganza.



Carrellata circolare


In "21 grammi" ("21 Grams" di Alejandro González Iñárritu, 2003, USA) la protagonista va sul luogo dove è avvenuto l'incidente che le ha portato via marito e figli. La doppia carrellata circolare in movimento serve a rendere il suo smarrimento, grazie alla perdita di punti di riferimento che induce, ed anche perché tiene costantemente al centro il personaggio, le sue espressioni e le sue esitazioni.



I MOVIMENTI COMPOSITI


Nella coda di "La calda notte dell'ispettore Tibbs" ("In the Heat of the Night", r. di Norman Jewison, USA, 1967) viene realizzato un movimento composito (costituito inizialmente da uno zoom out e poi da una carrellata aerea) che parte dal protagonista e si allarga poi a tutta la cittadina. Il progressivo allungamento della distanza apparente e il morbido allontanamento dal protagonista, consentono, insieme alla canzone, di congedarsi dal pubblico, lasciandolo con sentimenti moderatamente ottimisti.


Il film "A History of Violence" (r. di David Cronenberg, 2005, USA e Germania) comincia con un long take dove due criminali escono stancamente dalla loro stanza in motel e uno dei due si dirige a pagare il conto. Il lungo movimento composito (che svolge la funzione di attivare un senso di aspettativa) è costituito dai seguenti movimenti elementari, nell'ordine: carrellata laterale, a precedere, indietro, laterale, panoramica orizzontale, carrellata a seguire. 


In "Effetto notte" ("La Nuit américaine", 1973, FR) l'autore François Truffaut vuol mostrare con un intento didattico il processo di realizzazione di un film. Nella scena si vede in azione una gru: sia con la ripresa in piano sequenza che grazie ad essa viene realizzata, sia con la macchina fisica con i suoi operatori. 


Un movimento composito descrive la partenza del regista Murnau in "L'ombra del vampiro" ("Shadow of the Vampire", r. di Elias Merhige, 2000, USA, UK, LU) che descrive in maniera fantasiosa il making di Nosferatu il vampiro del 1922.