LA FORMA DELLA CORNICE


La gran parte delle immagini ha una cornice, e la gran parte delle cornici sono rettangolari. Quando una immagine è racchiusa da cornice rettangolare si chiama inquadratura nell'ambito della fotografia, del cinema e della televisione (quindi inquadratura significa cornice rettangolare + l'immagine che essa contiene), quadro nella pittura,  vignetta nel fumetto,  manifesto (o altri manufatti di più ridotte dimensioni) nella grafica. Il successo della forma rettangolare della cornice è dovuto probabilmente alla familiarità con quel tipo di delimitazione della realtà: siamo abituati a vedere l'esterno attraverso le finestre, che hanno una forma rettangolare. 

"Ragazza alla finestra" (1925) di Salvador Dalì
"Ragazza alla finestra" (1925) di Salvador Dalì

Anche se la forma geometrica dominante della cornice è quella rettangolare, non mancano eccezioni. 

Fino a un secolo e mezzo fa lo spettacolo visivo più diffuso era quello della lanterna magica, in cui una macchina proiettava sullo schermo un’immagine disegnata su un vetro che aveva una forma circolare.
Fino a un secolo e mezzo fa lo spettacolo visivo più diffuso era quello della lanterna magica, in cui una macchina proiettava sullo schermo un’immagine disegnata su un vetro che aveva una forma circolare.
Il "Tondo Doni", di Michelangelo Buonarroti, 1505
Il "Tondo Doni", di Michelangelo Buonarroti, 1505

In campo pittorico però prevalse il quadro. A ciò contribuì il fatto che si diffuse la pittura su tela che andava tenuta tesa, operazione più semplice nel caso di un rettangolo, a differenza della tavola di legno che poteva essere tagliata come si voleva. La forma rettangolare era comunque familiare grazie ai libri manoscritti e lo diverrà sempre più con i libri stampati a partire dal '500. Tra ‘500 e ‘600 si moltiplicano le botteghe che vendono quadri già pronti, quindi non su commissione, e il formato è particolarmente comodo per l'esposizione (è facile allinearli) e l'immagazzinamento.

In realtà non è questa la forma naturale della visione umana, caratterizzata da un campo visivo che ha la forma di un paio di occhiali a goccia, con un incavo centrale inferiore dovuto all’ostacolo costituito dal naso. Non è nemmeno la forma naturale delle immagini fotografiche, cinematografiche e televisive nel momento in cui sono riprese: la luce entra nell'obiettivo e si deposita sul piano focale in una forma circolare. È la forma del dispositivo sensibile o la presenza di un mascherino che tagliano parte dell'immagine per ricavarne un quadrangolo.

La forma approssimativa del campo visivo umano
La forma approssimativa del campo visivo umano

La visione è pari a circa 210° in senso orizzontale e 130° in senso verticale (minore, perché limitata dalle arcate sopraciliari e zigomatiche). All’interno di quest’area, però, solo il settore sul quale insistono i due occhi, chiamata visione binoculare, ha una buona definizione e dunque viene impiegata per vedere bene quel che ci circonda, film e tv compresi. Il resto è visione periferica, utile per accorgerci quando qualcosa si muove, ma non per distinguere forme, dettagli o colori. All’interno della visione binoculare, poi, un settore più ristretto, la visione maculare, è quella a più alta distinzione dei dettagli, utilizzata per leggere le parole. 

Una schematizzazione semplificata dei diversi settori del campo visivo sul piano orizzontale.
Una schematizzazione semplificata dei diversi settori del campo visivo sul piano orizzontale.

In generale la tendenza degli umani è quella di dirigere lo sguardo in modo che i soggetti che attraggono la nostra attenzione siano compresi nella visione maculare. Quindi, nel momento in cui si guarda un film o si osserva un quadro, l’intero campo visivo si sposta continuamente, concentrando la sua parte centrale sui punti di interesse. Quando un elemento che seguiamo con lo sguardo viene collocato vicino alla cornice (ad esempio quando durante il film il personaggio si colloca al limite dell'inquadratura), si costringe quasi la metà del nostro campo visivo a tenersi fuori dal quadro e ad inglobare elementi disturbanti dell’intorno o il buio della sala. Anche per questo la composizione del quadro solitamente cerca di tenere gli elementi di interesse (come la linea degli occhi o della bocca) non troppo vicini alla cornice.


ESERCITAZIONI

1. Prova a tenere fisso il tuo sguardo su un punto mentre allunghi progressivamente le braccia ruotandole intorno al corpo in modo da verificare l'ampiezza del tuo campo visivo.

2. Prova a tenere fisso il tuo sguardo su un punto mentre un tuo compagno agisce nell'area della tua visione periferica. Riesci a distinguere chiaramente i suoi movimenti? Sono a colori o in bianco e nero?

3. Realizza una fotografia con il tuo smartphone in cui un soggetto è ripreso centralmente e un'altra fotografia in cui lo stesso soggetto è ripreso schiacciato contro o diviso da uno dei margini. Rifletti su ciò che queste due fotografie comunicano.

DOMANDE

1. Perché la forma dell'inquadratura è quadrangolare?

2. Cosa sta ad indicare la parola "inquadratura"?

3. Qual è la forma del campo visivo umano?

4. Cos'è la visione maculare? E quella periferica?

5. Cosa significa per un realizzatore di inquadrature lavorare sui margini?

6. Osserva le inquadrature di questa pagina: su quali margini si concentra il punto di interesse dell'immagine?