genere EPICO


La crisi degli anni '50 spinse Hollywood a potenziare la spettacolarità per vincere la concorrenza della TV, utilizzando le star più famose, scenografie e costumi sfarzosi. Gran parte di questi film attraevano il pubblico, ma richiedevano enormi investimenti. Le tematiche bicliche si prestavano particolarmente: avevano avuto successo nelle mani di Cecil DeMille negli anni Venti e Trenta. Lo stesso regista le ripropose venti anni dopo con "Sansone e Dalila" ("Samson and Delilah") che si rivelò il maggiore incasso del 1949. Altri successi diedero il via ad un vero e proprio genere particolarmente adatto a differenziarsi dall'offerta televisiva: il genere Epico (ing: Epic film). I nuovi schermi panoramici erano adatti alle caratteristiche del genere: masse di comparse, grandi battaglie e set giganteschi. Ben presto il genere esplorò praticamente ogni periodo storico anche fuori dai confini biblici.

"Sansone e Dalila" ("Samson and Delilah", r. di Cecil DeMille, 1949).

"Quo Vadis?" (r. di Mervyn LeRoy, 1951).


"Cleopatra" (r. di Joseph Mankiewicz, 1963).

"Ben-Hur" (r. di William Wyler, 1959).