genere SUPEREROI


Il genere Supereroi (Superhero film) è senz’altro il genere d’avventura di maggior successo negli ultimi venti anni. La quasi totalità di queste opere derivano dai personaggi dei fumetti delle case editrici statunitensi Marvel Comics (L’uomo ragno, I fantastici quattro, X-Men…) e DC Comics (Superman, Batman…). Il supereroe ha grandi poteri (o incredibili abilità) che utilizza per far trionfare il bene contro altri supereroi cattivi (caratterizzati da totale assenza di scrupoli e grande sete di potere): la gente comune osserva le sue gesta senza disporre di alcun margine di intervento, tifando per lui oppure rifiutandosi colpevolmente di comprenderlo. Il genere è ambientato nella contemporaneità (e non nel futuro, come la Fantascienza) e i poteri del supereroe  sono spiegati con ragioni pseudoscientifiche (radiazioni, virus, mutazioni, ecc.) e non con la magia (come nel Fantasy). Il supereroe intercetta il desiderio dello spettatore di identificarsi in un essere dalle risorse straordinarie e dalle caratteristiche fisiche di genere piuttosto ipertrofiche, sottolineate da costumi pittoreschi ed aderenti. L’ambientazione è urbana (con una certa predilezione per New York), ma è come se si trattasse di un territorio selvaggio perché i superoi l’attraversano senza essere generalmente intralciati dai quotidiani ostacoli della vita comune.

Fin dagli anni Quaranta uscirono film che adattavano le storie dei fumetti, si trattava di movie serial (film a basso costo a puntate), che però declinarono nel decennio successivo e con essi anche i supereroi cinematografici, sostituiti però da diverse serie TV.  

"Superman and the Mole-Men" (r. di Lee Sholem, 1951).

"Batman and Robin" (serial del 1949, r. di Spencer Gordon Bennet, 15 puntate).



Con il ritorno del cinema di pura evasione, alla fine degli anni Settanta, le majors investirono risorse per film sui supereroi. Il 1978 fu l’anno del successo clamoroso di "Superman: The movie" (r. di Richard Donner, con  Christopher Reeve). Il film ebbe vari seguiti nel corso degli anni Ottanta. Il film "Batman" del 1989 (r. di T. Burton) fu il primo tentativo di creare una pellicola di supereroi con le tenebrose atmosfere dei fumetti coevi. Un'accuratissima scenografia e l’interpretazione di Jack Nicholson nella parte di Jocker portarono il film a un grande successo. Seguirono tre sequel nel corso degli anni Novanta. Gli ultimi due furono insuccessi e ciò convinse le majors a cambiare strada. 



Sino alla fine degli anni Novanta non si potè parlare di vero e proprio genere, ma della presenza di due eroi popolari (Superman e Batman) che attraevano il pubblico come in altri tempi avevano fatto Tarzan o Flash Gordon. L’inizio di un genere vero e proprio è da collocare all’inizio degli anni 2000 con due enormi successi di supereroi Marvel: "X-Men" (r. di Bryan Singer, 2000) e "Spider Man" (r. di Sam Raimi, 2002). Si tratta di due film che intercettavano i gusti dei giovani tra gli anni Novanta e l’inizio del Duemila, molto portati ad uno spirito antisistema (sono gli anni del movimento noglobal): i supereroi protagonisti di questi due film sono dei disadattati, in conflitto con la famiglia di origine, spesso in lotta contro i governi. 



Con il cambio di generazione i sequel e i film ispirati ad altri supereroi hanno decisamente diluito questa tensione contestataria, senza però diminuire il successo del genere: uno dopo l’altro gli eroi inventati sui fumetti sono passati sul grande schermo. Si tratta di film di grande successo, tutti centrati sull’azione e sugli effetti speciali, dove è arduo distinguere ormai le differenze tra gli autori della regia o della sceneggiatura. Si fronteggiano al botteghino due schieramenti: quello della Marvel (oggi proprietà della Disney) e quello della DC Comics (oggi proprietà della Warner).

"Batman Begins" (r. di Christopher Nolan, 2005, USA, Regno Unito). 

"Iron Man" (r. di Jon Favreau, 2008, USA).