GENERALITA' DELL'INQUADRATURA


Inquadratura fotografica e inquadratura cinetelevisiva

Il termine inquadratura ha un significato completamente diverso da quello in uso nel mondo della fotografia dove sta ad indicare un solo fotogramma, fisso, in cui un momento della realtà viene "congelato". L'inquadratura cinetelevisiva è invece per sua natura mobile: anche nelle inquadrature più statiche qualcosa varia comunque: un elemento ambientale, oppure gli occhi dell'attore... Un'altra differenza con l'inquadratura fotografica è che quest'ultima è conclusa in sé, indipendente, finita; al contrario quella cinetelevisiva spesso acquisisce senso o si completa nel montaggio con altre inquadrature ad essa contigue

Nella sequenza la prima inquadratura del personaggio acquista senso e si completa con quella successiva: solo quando inizia la seconda inquadratura ci si rende conto che nella prima lui sta guardando la propria famiglia scendere le scale. Dalla puntata pilota della prima stagione di The Affair (ideata da Sarah Treem, 2014-2017, USA)




Inquadrature mobili e inquadrature statiche

Le inquadrature cinetelevisive si possono suddividere in mobili e statiche. Nelle inquadrature statiche i soggetti ripresi e la camera che li riprende non variano la loro posizione nello spazio. Nelle inquadrature mobili, invece, la camera e/o i soggetti si spostano nello spazio.

L'inquadratura è mobile sia perché il personaggio si sposta sia perché la camera lo segue in panoramica.



Messa in scena e messa in quadro

Ogni volta che si riprende, si compiono implicitamente due operazioni contemporanee:

a. si selezionano alcuni elementi visivi da includere nell'inquadratura;

b. si esclude tutto ciò che potenzialmente avrebbe potuto essere ripreso.

La selezione degli elementi da inserire viene chiamata messa in quadro. L'insieme di tutti gli elementi che costituiscono la scena (la scenografia o la location, i personaggi, l'illuminazione), sia quelli ripresi sia quelli esclusi, viene invece chiamato sul piano realizzativo messa in scena e dal punto di vista analitico profilmico.

L'opera cinetelevisiva, permettendo l'utilizzo di più inquadrature, porta ad illudere lo spettatore di conoscere l'intera scena, anche se nella realtà, spesso, gliene viene mostrata solo una parte.

In questa scena ci vengono proposte diverse inquadrature riprese nello stesso ambiente, ognuna delle quali riprende una sola porzione dello spazio (messa in quadro), escludendo il resto della messa in scena (il bagno). Sommando tutte le inquadrature, però, si ha l'impressione di conoscere l'ambiente, anche se non viene mostrato per intero.



Le caratteristiche tipiche dell'inquadratura cinetelevisiva sono affrontate per esteso alle pp.136-137 del Corso di linguaggio audiovisivo e multimediale.