Tipologie delle opere cinetelevisive


Fiction e non fiction

La narrazione cinetelevisiva si articola in due tipologie di opere: quelle discorsive e quelle drammaturgiche. Le opere discorsive sono caratterizzate dalla presenza di uno o più narratori che si rivolgono direttamente al pubblico per raccontare o presentare la storia. Si tratta di opere che possono essere presenti sia al cinema, attraverso i documentari, sia alla televisione con i telegiornali, i talk show, i varietà musicali, i programmi sportivi, i reportage, ecc. 

Le opere drammaturgiche sono caratterizzate invece dalla rappresentazione di una storia. Le opere cinetelevisive che si presentano in questa forma comprendono i film di vario metraggio e varia tipologia (dai lungometraggi ai corti, dalla serie tv alla telenovela). 

Denomineremo le forme drammaturgiche della narrazione cinetelevisiva fiction, e quelle discorsive non fiction. Sia l'una che l'altra sono costituite da personaggi ed eventi, ma nelle prime i personaggi sono gli attori, e si relazionano tra loro di fronte ad un pubblico che ha il ruolo di osservatore esterno, nelle seconde i personaggi sono narratori (presentatori, giornalisti, esperti, ecc. presenti anche solo con la voce) e si rivolgono direttamente al pubblico come interlocutore muto; per quanto riguarda gli eventi, nelle fiction essi sono rappresentati, nelle non fiction sono raccontati oppure mostrati. Una news che visualizza un giornalista sul luogo di un disastro e che informa su quanto è appena accaduto, dà vita ad un'opera non fiction. Un film dove un attore recita la parte di un giornalista che parla sul luogo di un disastro ricostruito, è fiction

Tra i due poli, drammaturgico e discorsivo, vi sono numerose possibilità di ibridazione. Nei documentari spesso alcune situazioni vengono ricostruite, si chiede cioé ai protagonisti di ripetere qualcosa che è accaduto fingendo che sia l'originale. Del resto abbondano i film dove interviene anche del materiale documentario di repertorio. Anche uno spot interamente costruito su una fiction contiene comunque quasi sempre una parte, come minimo grafica, in cui un narratore, anche se virtuale, si rivolge direttamente al pubblico.


Fiction vs Non fiction. Videoanimazione in inglese, Harry Kindergarten video.



Fiction vs Non Fiction movies. Comparazione tra un'opera fiction ed una non fiction sullo stesso tema. In inglese.



Fiction o Non Fiction? Videopresentazione in inglese a cura di Teaching Library.



Opere uniche e opere seriali

Opere uniche

I film autoconclusivi, cioè non frazionati in episodi o puntate, possono essere raggruppati secondo la durata (una volta chiamata metraggio, dato che la pellicola si misurava in metri).

I lungometraggi. Sono chiamati lungometraggi (in inglese feature film) i film superiori ai 60 minuti.

I mediometraggi. Per mediometraggio si intende un film che dura dai 30 ai 60 minuti. Il termine è caduto largamente in disuso.

I cortometraggi. I cortometraggi (chiamati anche corti) hanno una durata compresa entro i 30 minuti. La durata superiore ai 60 minuti si è affermata all’inizio degli anni ’10, per cui non ha molto senso definire corti i film prodotti precedentemente.

Opere seriali

Quando un'opera, fiction o non fiction,  è suddivisa in episodi o puntate si dice seriale.

La serialità si articola in puntate o in episodi. Le puntate sono segmenti di una fiction che ha una certa progressione cronologica. Alla fine della puntata ci domandiamo: cosa succederà poi? Gli episodi invece sono prodotti autonomi, e ne aspettiamo uno nuovo non per sapere come continua la storia, ma per rivedere in azione lo stesso personaggio alle prese con situazioni sostanzialmente simili. Il sentimento generato dalla puntata è di aspettativa più o meno ansiosa, quello generato dall'episodio è di rassicurazione, perché tutto si conclude esattamente come previsto. La puntata è aperta, l'episodio è chiuso e autoconclusivo.

Dagli anni '80 sempre più si tende ad produrre fiction seriali che presentano combinazioni tra puntata ed episodio: vi sono serie costituite da episodi chiusi, ma dove si alimenta una sottotrama che fa progredire, ad esempio, la storia privata dei personaggi. Vi sono fiction nate come episodi, ma che poi hanno sviluppato una continuità forte che le ha trasformate in puntate.

I diversi formati della fiction televisiva seriale sono grosso modo:

a. serie (ing.: series). Divisa in episodi (in Italia ognuno di questi è chiamato telefilm), non ha uno sviluppo cronologico delle vicende (Derrik, Murder, She Wrote, Starsky e Hutch, ecc.).

b. serial. Suddiviso in puntate, prevede uno sviluppo narrativo nel tempo. Si chiama miniserie (ing.: miniseries termine utilizzato negli USA) un serial costituito da un numero definito di puntate, generalmente meno di 13 (Twin Peaks, Roots, ecc.). In Italia prendeva il nome di sceneggiato, quando la produzione era italiana, e di teleromanzo quando lo sceneggiato era un adattamento di un romanzo.
Quando il serial invece è basato su un grande numero di puntate si definisce continuous serial che può essere aperto (non tende ad una conclusione narrativa): ne fanno parte le soap opera (si chiamano così in USA e in Italia, mentre nel Regno Unito si chiama real drama, se di produzione nazionale); quando invece si prevede un finale il continuous serial si definisce "chiuso": le telenovelas appartengono a questa categoria.

Dagli anni '80, come scrivevamo, c'è una certa tendenza in alcune fiction al superamento della divisione netta tra serie e serial. All'inizio era una tendenza interna alle serie e che mantenevano episodio dopo episodio una sottotrama che si sviluppava nel tempo. Poi questa sottotrama in alcuni casi ha prevalso. Così oggi si una fiction seriale articolata in stagioni si definisce sempre serie

La serialità è portatrice di maggiori certezze rispetto all'opera singola: se ci è piaciuta una puntata o un episodio di una fiction seriale tv, o di un documentario, ci sono alte probabilità che ci piacciano anche le altre. Il pubblico è rassicurato dal ritorno periodico dello stesso tono, della stessa ambientazione, della stessa maniera di trattare personaggi, i temi, ecc.

La serialità ha successo per varie ragioni. 


a. Nel caso della puntata agisce sulla nostra curiosità, nel caso dell'episodio sul piacere rassicurante della ripetizione.


b. Nel pubblico scatta un meccanismo di immedesimazione nei personaggi o nelle ambientazioni. 

c. Un altro meccanismo che scatta nel pubblico è quello di legarsi sentimentalmente a uno o più personaggi, quasi si trattasse di una sorta di "innamoramento". Questo sentimento è più "sicuro" di quello che si vive nel mondo reale, dove le persone alle quali ci leghiamo possono deluderci, per questo è facile e rassicurante "rifugiarsi" in personaggi fittizi: viviamo dei sentimenti senza correrne i pericoli.


d. L'appuntamento fisso, costante, sicuro, produce una forte familiarità con l'ambiente della fiction seriale, nel quale lo spettatore si immerge con una sensazione di forte familiarità, come se per un'ora lui ne facesse parte.


How a TV show gets made. Videopresentazione in inglese a cura di VOX sulla produzione di una tipica serie TV statunitense.



The History of soap opera. Videodocumentario in inglese sulle origini delle soap opera, WatchMojo.



I generi fiction e non fiction

Il tema viene affrontato da una specifica sezione del sito, dedicata appunto ai generi.


I contenuti di questa pagina sono più estesamente trattati nel Corso di linguaggio audiovisivo e multimediale da p.35 a p.71.