LA VOCE


Le voci umane costituiscono all’interno del sonoro cinetelevisivo l’elemento che più attrae l’attenzione. La ragione è dovuta al loro alto contenuto informativo. Anche nella vita reale tendiamo a prestare immediata attenzione, tra tutti i suoni, a quelli emessi da fonte umana. Il cinema e la televisione si adeguano a questa realtà fisiologica privilegiando la voce su qualsiasi altra emissione. 

Le tipologie di voci presenti nei film, tutte egualmente importanti, sono: le voci narranti, i dialoghi e le espressioni vocali non verbali.


Le voci narranti

I voice over o voci narranti sono gli interventi verbali che si sovrappongono alla narrazione in modalità extradiegetica. Le voci narranti sono già state trattate precedentemente studiando il punto di vista nella dram- maturgia. Qui vale solo la pena sottolineare che la voce narrante, quando è presente, sia nella fiction che nella non fiction, ha la totale preminenza su qualsiasi altro suono, dialoghi compresi. Tenendosi ad un livello medio di volume, adatto ad apparire come un’affidabile e tranquilla interlocutrice del pubblico, la voce narrante obbliga tutti gli altri suoni ad abbassarsi drasticamente.

Il prologo di Gioventù, amore e rabbia (The Loneliness of the Long Distance Runner, r. di Tony Richardson, 1962, UK) descrive il protagonista mentre corre libero per strade di campagna. Il suo voice over (che non sentiremo più lungo il film) spiega perché è attratto dalla corsa. E' da notare che non viene realizzato alcun piano ravvicinato sul personaggio. Questa rinuncia ha la funzione di sottolineare pienamente proprio la corsa in sé, elemento costitutivo, più del volto, dell'identità di Colin.



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I dialoghi

Anche i dialoghi devono attenersi ad un livello di volume che consenta di ascoltarli senza fatica. I dialoghi non sono mai come nella realtà. Ad esempio, proprio per l’esigenza di chiarezza del sonoro cinetelevisivo, nei film i dialoghi di solito non si accavallano, quando nel mondo vero questo accade piuttosto spesso. 

Nel finale de La dolce vita (r. di Federico Fellini, 1960, IT) il protagonista, a causa del rumore del mare, non riesce a udire la voce della cameriera della vicina trattoria, simbolo di uno stile di vita che in qualche modo lui ammira, ma da cui si sente irrimediabilmente separato.



Le espressioni vocali non verbali

Le espressioni vocali non verbali sono fonemi legati alle emozioni o a esigenze comunicative, spesso non previste in sceneggiatura e a volte legate a convenzioni cinematografiche (l’aaah di chi viene ferito) e sociali (ehi!). 

In Sussurri e grida (Visknin- gar och rop, r. di Ingmar Bergman, 1972, Svezia) si susseguono lunghi silenzi e suoni d’ambiente appena percepibili, così le grida e i rantoli della sorella ammalata di cancro risuonano con ancora più forza. 



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Il tema della voce è affrontato per esteso alle pp.330-331 del Corso di linguaggio audiovisivo e multimediale.