Le grandezze scalari. Fumetti (1h+1h)

L'obiettivo è quello di rafforzare la capacità di identificare le diverse grandezze scalari utilizzando un diverso media, il fumetto. Secondariamente si vuol intuitivamente dimostrare che il linguaggio del fumetto è quello più simile al linguaggio audiovisivo.

Questa la dinamica:


1. si ripassano le grandezze scalari, scrivendo le sigle alla lavagna;

2. si fa scorrere il blocco dei 30 fumetti in modo che gli studenti possano scegliere. Si distribuiscono anche strisce di fogli sui quali gli studenti riportano il loro nome, il titolo e il numero del fumetto e l'elenco delle grandezze scalari.

3. Si spiega il compito: a fianco di ogni grandezza scalare gli studenti collocheranno almeno due inquadrature incontrate nel fumetto, identificandole con pagina e numero di vignetta. Si scelgono fumetti formato Bonelli, perché a differenza dei manga e dei supereroi hanno una impostazione più cinematografica classica. Le testate: Dylan Dog, Gea, Julia, Dampyr.

4. L'insegnante passa tra i banchi chiarendo a voce alta i dubbi di interpretazione dei singoli. Si incoraggiano gli studenti a scegliere solo quelle figure che inequivocabilmente sono identificabili con le grandezze scalari studiate. Per ora devono essere ignorate le inquadrature composite (con soggetti ripresi nello stesso quadro da diverse distanze) oppure quelle molto sbilanciate.

5. All'ora stabilita si ritirano gli elaborati, anche se non terminati, ed i fumetti.

6. La volta successiva l'insegnante riporta i compiti segnalando alcuni errori significativi e diffusi. Da qui derivano le seguenti raccomandazioni:

a. quando in una inquadratura c'è un dettaglio e un particolare (ad esempio una mano che stringe un bastone), prevale il particolare;

b. quando in una inquadratura non vi sono figure umane non può esserne stabilita la grandezza scalare (si parlerà dunque solo di Totale o Dettaglio);

c. i piani non si applicano agli animali (o ai mostri...), per i quali si parla solo di Totale o Dettaglio.