IL PUNTO DI VISTA


Due persone litigano: la percezione del fatto cambia grandemente secondo il punto di vista dell’osservatore. Se si ascolta la lite da lontano, forse non se ne avverte per intero la drammaticità, diversamente dal caso in cui ci si trovi proprio in mezzo. Non solo: se uno dei due litiganti è apprezzato dall’osservatore, la sua percezione dell’avversario non sarebbe certo neutrale. Infine: se lo stesso episodio ci viene raccontato da due persone diverse, è probabile che non ne ricaveremo la stessa versione. In breve, uno stesso evento agli occhi di chi guarda può cambiare completamente natura al variare del punto di vista. Accade nella vita quotidiana, ed accade anche nella narrazione: il punto di vista in un racconto è la prospettiva dalla quale sono visti storia e personaggi nel loro muoversi all'interno dell'ambientazione. Esso dipende da due fattori che si combinano a vicenda: l’identità del narratore apparente e la focalizzazione dei personaggi. 

Il narratore apparente

L’autore di una narrazione può fingere di raccontare attraverso la voce di un personaggio, oppure di costituirsi in presenza ubiqua e fantasmatica e quindi, potenzialmente, di conoscere tutto quel che accade senza dichiarare la sua presenza. Il narratore apparente dunque non coincide con l’autore, che solitamente preferisce rimanere nascosto e attribuire il racconto a qualcun altro. Questa scelta di punto di vista non è indifferente ai fini del racconto: ad esempio se il narratore apparente coincide con il protagonista, risulterebbe incoerente narrare avvenimenti che lui non può conoscere. In letteratura l’individuazione del narratore apparente sembra piuttosto semplice: se lo scrittore utilizza la prima o la terza persona, già questa scelta fornisce un’indicazione del punto di vista adottato. Le cose si complicano un po’ quando il narratore esterno si avvicina talmente ad un personaggio che, pur continuando a raccontare in terza persona, sembra adottarne il punto di vista. 

Nella gran parte delle opere cinetelevisive il narratore apparente è totalmente sommerso: implicito. Nella letteratura invece la sua presenza è sempre tradita dalle parole, parole che nei film hanno un’importanza secondaria e sono quasi sempre pronunciate dai personaggi. Nei romanzi, inoltre, il narratore può arrivare a raggiungere una potenza onnisciente sconosciuta al film: egli può liberamente entrare nella mente dei personaggi, descriverne le emozioni e persino giudicarne i comportamenti. Nulla di simile è possibile nelle opere cinetelevisive: tutto deve essere descritto mediante azioni, e i pensieri dei personaggi e i giudizi degli autori possono solo essere dedotti dagli eventi o dai dialoghi.

Tuttavia alcune opere cinetelevisive rivelano la presenza di un narratore apparente e in questo caso lo chiameremo “esplicito”.

Il più comune modo di esplicitare il narratore è l’utilizzo del voice-over. Il voice-over è una voce esterna e sovrapposta alla sequenza visualizzata. Se il narratore apparente che parla al pubblico con il voice-over coincide con uno dei personaggi, viene definito intradiegetico, se è esterno alla vicenda, extradiegetico. Nelle opere cinetelevisive il voice-over non è l’unico mezzo a disposizione per portare allo scoperto il narratore. Se un film è costruito ad esempio sul ritrovamento fittizio di documenti o diari, diviene evidente qual è il punto di vista attraverso il quale vengono visualizzate le scene successive, anche in assenza di voice-over.

La focalizzazione

La focalizzazione indica il grado di vicinanza narrativa del racconto ad uno o più personaggi e per questo influenza in maniera determinante il punto di vista. 

La focalizzazione esterna permette di guardare agli eventi in maniera apparentemente oggettiva, saltando da un personaggio all’altro secondo le necessità del racconto: il pubblico ha le chiavi di tutte le stanze della casa e si sposta dove è più importante esserci, guidato dagli autori. In questo caso il film è obbligato ad una certa lealtà nei confronti dello spettatore: vi è la promessa implicita che tutto ciò che è importante ai fini del racconto verrà mostrato. 

La focalizzazione interna offre invece una visuale degli eventi coincidente con uno dei personaggi: vengono visualizzate solo le scene dove il narratore è fisicamente presente e dunque quel che accade è mostrato implicitamente dalla sua angolazione. Così, eventi importanti per la storia non vengono mostrati solo perché quel personaggio non li vede. Quasi sempre si tratta del protagonista, ma può trattarsi anche di una figura secondaria, magari un aiutante o il mentore o un testimone. In gran parte delle trasposizioni cinematografiche di Amleto il racconto è focalizzato sul protagonista: vediamo ogni cosa dal suo punto di vista, non vi sono sequenze in cui lui sia assente. 


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Il punto di vista nella narrazione cinetelevisiva
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