L'ATTACCO CAMPO/CONTROCAMPO


L’attacco campo/controcampo consiste nell’unione di due inquadrature dello stesso soggetto ripreso da angolazioni diametralmente opposte. La prima inquadratura è quella di riferimento e si chiama campo, la seconda controcampo. 

L’attacco campo/controcampo si può ritrovare in varie circostanze.

a. È utilizzato in momenti particolarmente forti dei dialoghi, tramite la realizzazione di due angolazioni frontali. Si tratta di una soluzione forte, che coinvolge lo spettatore, e tuttavia non lo disorienta rispetto alla percezione dello spazio o alla disposizione dei personaggi. I due personaggi guardano di solito in un punto molto vicino all’obiettivo (uno un po’ più a sinistra e uno un po’ più a destra). Una soluzione più radicale e coinvolgente è quella di far guardare in macchina i due personaggi, realizzando una doppia soggettiva.

b. In rari casi è utilizzato nel corso di un dialogo riprendendo contemporaneamente i due personaggi prima da un lato della linea d’azione, poi dal lato opposto. Tecnicamente è uno scavalcamento di campo e dunque si tratta di una soluzione che sconcerta un po’ il pubblico, perché i personaggi si ritrovano improvvisamente ai lati opposti del quadro e lo sfondo muta completamente. Per questo nella gran parte dei casi si utilizza anche un attacco sul movimento per "distrarre" lo spettatore.

c. L’utilizzo più frequente è quello del soggetto che viene ripreso prima frontalmente e poi di spalle. Spesso ciò accade con la camera e il soggetto in movimento, tipicamente una carrellata a precedere, alternata ad una a seguire. Si tratta in questo caso di un attacco non particolarmente drammatizzante e, se non serve a riprendere situazioni concitate, è addirittura tranquillizzante. Il pubblico gode infatti di una visione a 360° dello spazio: vede il personaggio da ogni lato, sa quello che accade dietro di lui e vede quel che lui osserva di fronte. Per realizzarlo la camera si ribalta di 180°, mantenendo l’asse di ri- presa coincidente con quello della direzione di movimento del soggetto. In fase di montaggio queste inquadrature vengono spesso alternate più volte, ad esempio quando si tratta di descrivere una corsa, un inseguimento ecc.

d. Un altro utilizzo è con la soggettiva.






ESERCITAZIONE

Gli studenti divisi in gruppi realizzano una o più delle seguenti shot list. 

AGITAZIONE

1. CM di Tizio e Caio che discutono.

2. PP di Tizio che guardando in camera si arrabbia con Caio.

3. PP di Caio che risponde, offeso, e se ne va uscendo di campo.

PERCORSO

1. Carrellata a precedere del PA di Tizio che cammina.

2. Carrellata a seguire del PA di Tizio che cammina fino a che si ferma davanti a una porta chiusa. La apre.

3. FI di Tizio (frontale) che entra in aula ed esce di campo.

CELLULARE

1. FI di Tizio che estrae il cellulare dalla tasca e se lo porta sotto gli occhi.

2. Totale del cellulare con l'ora. 

3. PM di Tizio che distoglie lo sguardo dal cellulare e lo fa uscire di campo.