Esperienza didattica realizzata con la 4SCB dell'Istituto Professionale Servizi Culturali e per lo Spettacolo Rosa Luxemburg, Milano. Docenti: Michele Corsi, Davide D'Errico, Luca Panaro.
Gli studenti devono realizzare il video riassunto di un film scelto in un elenco stilato dai docenti che comprende film d'autore degli anni Duemila. Per comprendere la diversa finalità comunicativa di un riassunto visivo rispetto a un trailer, gli studenti realizzano dello stesso film la versione trailer.
Un riassunto visivo non è un trailer e non è una recensione visiva. Hanno in comune un tema: parlano di un film. E sono tutte e tre forme brevi di comunicazione. Vediamo le differenze.
Il TRAILER ha come obiettivo comunicativo spingere il potenziale pubblico ad andare al cinema per vedere quel film. Deve dunque avere chiaro il target di riferimento: lo stesso del film. Se ad esempio è il film è un action il trailer dovrà essere tarato su un pubblico maschile e giovanile, tipico di quel genere. La durata è tra i due minuti e i due minuti e mezzo. Una volta la presenza di un voice over era un obbligo, oggi la maggioranza dei trailer ne fa a meno. Il trailer non racconta la trama del film, ma solo il tema, qualche caratteristica dei personaggi e dell'ambientazione e soprattutto il conflitto al centro del racconto. Per il resto racconta il meno possibile a favore di immagini e scene che alimentino la curiosità del pubblico. Gli spezzoni del film sono spesso i più efficaci, tanto che il pubblico a volte si sente deluso da una qualità media del visivo del film intero che è complessivamente minore a ciò che ha osservato nel trailer. Il trailer ha un ritmo elevato (molte inquadrature di scene diverse per unità di tempo) e dunque il pubblico è spesso colpito emotivamente dalle immagini senza comprendere bene tutto quel che accade. Anche se le immagini si alternano rapide la musica invece è quella che garantisce la continuità del trailer, musica tratta dal repertorio del film. La grafica ha un ruolo importante con cartelli allusivi riguardanti il conflitto, i nomi degli attori o del regista, le date di uscita, eventuali premi vinti, ecc. Il logo o la sigla della casa di produzione sono collocate all'inizio o vicino l'inizio. Il titolo a volte è situato anche abbastanza lontano dall'inizio, a mo' di effetto. Vi sono molte transizioni, specie i passaggi al nero, a volte accompagnate da forti effetti sonori, non presenti nel film. Il trailer ha una sua propria progressione drammatica: dunque un inizio solitamente tranquillo, un crescendo sempre più accentuato fino ad arrivare ad un climax (che non è quello del film) e a una risoluzione che calma le acque.
Il VIDEO RIASSUNTO ha per obiettivo comunicativo riferire la trama del film riportando gli eventi fondamentali, con cenni ai personaggi principali e all'ambientazione (luogo e periodo storico). Il target è estremamente limitato, tanto che non costituisce un genere consolidato. Possiamo immaginare che un giorno sostituirà le trame scritte di repertori cinematografici, come per esempio nelle schede di Wikipedia o IMDB. Il pubblico interessato è dunque costituito da cinefili, non troppo preoccupati degli spoiler. La durata non dovrebbe comunque superare i tre minuti o il pubblico di cui sopra potrebbe preferire la forma scritta della trama. Il voice over è una componente fondamentale poiché le immagini da sole non sarebbero in grado di riassumere gli eventi fondamentali del film in così poco tempo. Il voice over dovrebbe accompagnare le immagini scelte (possibilmente senza coincidere con dei dialoghi) e ogni tanto interrompersi per mostrare spezzoni di scena. Il riassunto visivo non dovrebbe avere un ritmo elevato: il suo fine non è emozionare, ma informare. Per questa ragione la sua progressione drammatica dovrebbe più o meno coincidere con quella del film, ma con una minore carica emotiva. La grafica non è una presenza obbligatoria a meno che non si intenda utilizzarla per spezzare o sostituire il voice over. In ogni caso non dovrebbe servire a creare effetti. Il logo o la sigla della casa di produzione non aprono il prodotto e può anche essere del tutto assente. Il voice over può essere accompagnato da una delle musiche del film o dal sonoro delle immagini mostrate. Quando è possibile si dovrebbero evitare le transizioni, dato che il voice over costituisce un fattore unificante del prodotto.
La RECENSIONE VISIVA ha per obiettivo comunicativo esprimere un giudizio su un film, solitamente per incoraggiare o scoraggiare il pubblico alla sua visione. È retto dall'intervento filmato di un esperto (o presunto tale) che interviene rivolgendosi direttamente al pubblico (quindi guardando in camera). Il suo intervento può essere continuo (in questo caso ogni tanto va in voice over sulle immagini spesso estrapolate dal trailer del film) oppure alternato a spezzoni del film. L'ambientazione è un interno con oggetti di scena che richiamano il mondo del cinema. Il tono può essere ironico, accademico, discorsivo, ecc. e lo stabilisce il conduttore. La narrazione parte di solito con una breve introduzione generica (sul regista o la franchise o altro) e prosegue con un racconto della trama (che evita però qualsiasi riferimento al finale) per terminare con un giudizio che può essere più o meno articolato. La durata è contenuta come è tipico dei filmati delle piattaforme social che di solito ospitano questo tipo di prodotto. La videorecensione è quasi sempre parte di un format (quindi con diversi episodi) gestito da un singolo conduttore. Per questo ogni episodio è aperto da una sigla (grafica + musica) che richiama la serie.
1. Presentazione del progetto. Agli studenti viene proposto il lavoro. Il prodotto finale deve essere un video-riassunto: un montaggio di massimo tre minuti che racconti la trama del film alternando un voice over con le scene del film. Gli obiettivi didattici sono:
a. fare esperienza della scrittura, della registrazione e della postproduzione di un voice over
b. ripassare le funzioni elementari del software di montaggio.
c. cominciare a gestire a livello individuale una narrazione audiovisiva elementare.
d. familiarizzarsi con il cinema d'autore degli ultimi venti anni.
Si spiega nel dettaglio la differenza tra video riassunto, trailer e recensione visiva. Si dettagliano le varie fasi di lavoro fissandone i relativi obiettivi laboratoriali.
2. Ricerca e scelta del film. Agli studenti viene presentato un elenco di autori degli anni 2000 (2000-2025), ovvero registi indipendenti, non commerciali, che sono emersi nell'ultimo ventennio. Di ogni autore sono segnalati tre film. Gli studenti ne dovranno sceglierne uno dopo aver cercato sul web notizie sui vari autori e i trailer dei relativi film.
3. Scrittura del voice over.
a. Gli studenti scrivono l'elenco degli eventi principali del film scelto. Quindi riportano solo quegli eventi che sono necessari per comprendere il film, descritti in maniera
sobria e sintetica.
b. Gli studenti sulla base dell'elenco scrivono una bozza di voice over. Il testo del voice over deve essere costituito da frasi brevi, senza incisi. Il soggetto deve ripetersi
ogni volta perché tra una frase e l'altra del voice over potreste scegliere di collocare immagini col suono originale e dunque far "dimenticare" di chi si sta parlando. Si deve tener conto che se
nel montaggio potremmo trovare più efficace esprimere un evento con un segmento della scena originale invece che col voice over. Il docente suggerisce delle modifiche.
c. Gli studenti sottopongono la bozza corretta dal docente all'Intelligenza Artificiale di Gemini per verificare se ha suggerimenti interessanti. La maggioranza degli studenti accoglie alcune limitate modifiche suggerite da Gemini.