Sintesi di diversi percorsi sul ritratto realizzati dalla prof.ssa Noemi Gagliardo Corsi nel biennio dell'Istituto Professionale Falck di Sesto San Giovanni, indirizzo Servizi Culturali e per lo Spettacolo. A.s.2024-2025, 2025-2026.
L'obiettivo dell'esperienza è quello di incoraggiare gli studenti a progettare il ritratto, superando la tendenza, data dall'ampio utilizzo dei selfie, a improvvisare. Una fotografia di ritratto è sempre un'opera di sintesi che deve comunicare non solo le fattezze fisiche del soggetto, ma anche qualcosa del suo essere.
Allo stesso tempo l'esperienza consentirà di prendere confidenza con alcune procedure tecniche relative a illuminazione, ripresa e postproduzione.
Il prodotto in uscita deve essere il ritratto di un compagno che imiti (per posa, espressione, direzione dello sguardo, angolazioni, grandezza scalare, colore e per quanto possibile illuminazione) quello realizzato da un famoso fotografo a scelta.
Gli studenti vengono invitati a gruppi di tre a realizzare dei selfie di se stessi col proprio cellulare.
Il momento da commemorare è esattamente quello che stanno riprendendo: l'ora del laboratorio di audiovisivo.
Gli studenti sono invitati a realizzare vari scatti e a scegliere quale a loro avviso è più efficace nel ricordare quel momento.
Gli studenti includono nel quadro elementi che servano a ricordarsi quel particolare momento.
Le fotografie prescelte vengono inviate al docente.
Si affrontano le differenze tra selfie e ritratto.
Con il fine di far prendere confidenza con la storia del ritratto e i grandi ritrattisti, gli studenti sono invitati ad effettuare in laboratorio il seguente compito:
a. ricerca sul web i ritratti di alcuni famosi fotografi, il cui elenco è presentato qui sotto
b. per ogni fotografo scegli il ritratto che più ti ha colpito
c. raccogli questi ritratti in una cartella (o un foglio Canvas o una presentazione)
d. scegli, discutendone con la docente, uno di questi ritratti da "imitare" successivamente
Irving Penn (USA, 1917-2009). Usando spesso uno sfondo grigio neutro o un angolo stretto, Penn isolava i soggetti per esaltarne texture e forma.
Dorothea Lange (USA, 1895-1965). Catturava la dignità dei volti durante la Grande Depressione. Ha dato un volto alla sofferenza sociale,
Richard Avedon (USA, 1923-2004). Famoso per i ritratti su sfondo bianco, eliminava ogni distrazione per concentrarsi sulla psicologia del soggetto.
Steve McCurry (USA, 1950-). Maestro del colore saturo, il suo stile si basa su sguardi diretti che bucano l'obiettivo.
Seydou Keita (Mali, 1921-2001). Ha offerto un'immagine di orgoglio e identità africana lontana dai cliché coloniali dell'epoca.
Herb Ritts (USA, 1952-2002). Il suo stile celebra la bellezza classica e scultorea del corpo, spesso immerso nella luce naturale della California.
Helmut Newton (Germania, 1920-2004). Il suo stile provocatorio è intriso di erotismo e potere. I suoi ritratti femminili sono monumentali e dominanti.
Annie Leibovitz (USA, 1949). Celebre per i suoi ritratti "staged" (messi in scena), usa luci cinematografiche e a volte scenografie elaborate.
Eva Arnold (Regno Unito, 1912-2012). Ha introdotto uno sguardo intimo e meno formale nel ritratto di celebrità, riuscendo a catturarne l'anima dietro la facciata.
Nadav Kander (Regno Unito, 1961). Il suo stile è meditativo, caratterizzato da un uso pittorico della luce che evoca isolamento o autorevolezza.
Diane Arbus (1923-1971). Sfidò le convenzioni fotografando persone ai margini della società (i "freaks") con uno stile frontale e un flash crudo.
Mario Testino (Perù, 1954). Ha reso il ritratto di moda un oggetto di desiderio immediato, sensuale e tecnicamente perfetto.
Dayanita Singh (India, 1961). Il suo stile è intimo, spesso sfocato e letterario.
Chen Man (Cina, 1980). Pioniera del digitale, il suo stile fonde tecnologia estrema, estetica pop e tradizione cinese.
Alexander Rodchenko (URSS, 1891-1956). Utilizzava angolazioni audaci, tagli diagonali e prospettive dall'alto o dal basso, con forti contrasti.
Nadar (Francia, 1820-1910). Il suo stile si concentrava sul volto e sull'espressione, eliminando accessori inutili. È il padre del ritratto moderno.
Oliviero Toscani (Italia, 1942-2025). Il suo stile è diretto, scioccante e privo di fronzoli tecnici eccessivi. È fondamentale per aver spostato il ritratto dalla moda al dibattito sociale.
Hassan Hajjaj (Marocco, 1961). Fonde lo stile del ritratto in studio africano con la Pop Art occidentale. Usa cornici fatte di oggetti di consumo quotidiano.
Ogni studente, dopo aver scelto il ritratto che intende imitare, dovrà progettarlo ovvero indicare le caratteristiche formali che dovrà rispettare. Di seguito le possibili variabili.
verticale
neutrale
orizzontale
Gli studenti si dividono in squadre da quattro. A rotazione uno è il soggetto, il secondo il fotografo e il terzo e il quarto assistenti. Quando è di turno, è il fotografo che decide senza interferenze degli altri.
Ogni fotografo appronta il set che gli è necessario con l'aiuto della squadra. Dovrà imitare al meglio il ritratto che ha scelto. Realizza vari scatti. Se c'è a disposizione un green screen lo si utilizza prevedendo che lo sfondo possa essere sostituito da quello del ritratto imitato.
Ogni studente confronta una copia del ritratto d'autore (che ha scaricato alla massima risoluzione possibile) con gli scatti della sua imitazione. Ne sceglie uno e procede con gli aggiustamenti in termini di luminosità, contrasto, colore. Se ha utilizzato un green screen buca il verde e lo sostituisce con lo sfondo della fotografia imitata.