L'ESPOSIZIONE NARRATIVA


La storia, come abbiamo visto, è l’insieme degli eventi che costituiscono l’ossatura del racconto. Questi eventi però sono il risultato ultimo di un lungo lavoro (che si chiama selezione) che lo sceneggiatore ha sviluppato per selezionare un gruppo di eventi ed eliminarne altri. Un secondo ordine di decisioni che lo sceneggiatore deve prendere riguarda la maniera in cui gli eventi vengono presentati al pubblico (presentazione): li si può visualizzare in una scena oppure riferire come informazione, ad esempio. Infine lo sceneggiatore decide quando mostrare o riferire quegli eventi (e costruendo un intreccio). L'esposizione è dunque l’insieme delle operazioni narrative che coinvolgono la storia col fine di scegliere, tra i molti possibili, gli eventi (mostrati o riferiti) che saranno narrati nel film, la maniera di presentarli e il loro ordine di apparizione.

Le operazioni sono di presentazione, selezione, intreccio sono le stesse che in realtà presiedono all'esposizione orale (il racconto di un aneddoto, di una barzelletta, di una favola...) di una storia. Qualsiasi oratore deve decidere su quali fatti basare il proprio racconto attuando un’attenta selezione: se parla troppo rischia di annoiare e se risparmia parole potrebbe non farsi comprendere; deve poi scegliere quali eventi presentare con brevi cenni -gli antefatti ad esempio- e quali invece presentare inscenando una specie di rappresentazione; infine deve scegliere quale fatto esporre prima e quale dopo, intrecciando le varie linee temporali della storia, ad esempio potrebbe ritenere efficace cominciare dalla fine -“sapete che tizio ha avuto un incidente?”- oppure riservare la soluzione del caso al finale, come sorpresa. 

Selezione

La selezione è il processo che porta a scegliere di raccontare alcuni eventi ed implicitamente ad ignorarne altri. Questi eventi però non esauriscono la lunga sequenza di fatti che lo spettatore, in un modo o nell’altro, viene a conoscere. Se ad esempio durante una lite tra due personaggi uno riferisce all’altro una dolorosa verità, quella verità per il pubblico esiste, è un fatto, anche se non gli è stato mostrato ma solo riferito nel corso di un dialogo. Oltre agli eventi mostrati, dunque, vi è anche un’altra categoria di dati, le informazioni. L’insieme di questi dati copre un pezzo molto lungo della vita dei personaggi, certamente molto più lungo della durata del film. A causa dei suoi limiti temporali e delle caratteristiche del suo linguaggio un film è costretto ad avanzare per salti, dato che deve raccontare in poco più di un'ora avvenimenti che si svolgono lungo un tempo maggiore.

La soppressione di tempo si chiama ellissi. Solo in pochi casi i film allungano il racconto oltre il tempo reale dell'azione, in questo caso si parla di elaborazione.

Il processo di selezione fa sì che lo sceneggiatore debba anche decidere da quale punto della storia far cominciare il film, oppure terminarlo. L'esordio è l'evento con cui inizia il film (da distinguere dall'incipit che è l'insieme delle prime inquadrature, e non sempre coincidono con l'esordio), e il finale, cioè l'evento conclusivo (da distinguere dalla coda, ovvero le ultime inquadrature del film). Se una voce narrante o una scritta o una sintesi visiva riassumono gli eventi precedenti l'esordio si chiama prologo, se quegli espedienti servono a riassumere ciò che accadrà dopo il finale si chiama epilogo.

Presentazione

La presentazione determina il modo di esporre gli eventi (mostrandoli o riferendoli). Quando si preferisce riferire una informazione invece di visualizzare una scena, si utilizzano a tal fine dei dialoghi, delle voci narranti, delle scene accessorie (ovvero che non servono a fare andare avanti la storia), grafiche, montage (immagini di diverse scene che si susseguono rapidamente, accompagnate da musica).

Intreccio

L'intreccio individua i momenti in cui il pubblico verrà a conoscere gli eventi. Quando si decide di posporre sulla linea temporale un evento già trascorso si parla di flashback, il contrario è il flashforward. Riguardo alle informazioni, invece, se vengono fatte conoscere al pubblico ma non al personaggio possono essere chiamate rivelazioni che diventano riconoscimenti quando anche il personaggio viene a conoscerle; sono sorprese quando lo vengono a sapere sia pubblico che personaggio allo stesso tempo. Quando la sorpresa è forte si chiama colpo di scena


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Esercizio sull'esposizione n.1
Esercizio di selezione sul film Romeo e Giulietta.
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Esercizio sull'esposizione n.2
Esercizio di selezione sul film Sweet Sixteen.
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Esercizio sull'esposizione n.3
Esercizio sull'individuazione di esordio, finale, incipit, coda, prologo, epilogo.
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Esercizio sull'esposizione n.4
Esercizio di presentazione degli eventi.
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Esercizio sull'esposizione n.5
Esercizio sulla tessitura (flashback) di Sweet Sixteen.
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Esercizio sull'esposizione n.6
Esercizio sulla tessitura di un film (rivelazione, riconoscimento, sorpresa).
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I contenuti di questa pagina sono più estesamente trattati nel Corso di linguaggio audiovisivo e multimediale da p.106 a p.117.