L'ESPOSIZIONE NARRATIVA


La storia, come abbiamo visto, è l’insieme degli eventi che costituiscono l’ossatura del racconto. Questi eventi però non esauriscono la lunga sequenza di fatti che lo spettatore, in un modo o nell’altro, viene a conoscere. Se ad esempio durante una lite tra due personaggi uno riferisce all’altro una dolorosa verità, quella verità per il pubblico esiste, è un fatto, anche se non gli è stato mostrato ma solo riferito nel corso di un dialogo. Oltre agli eventi vi è anche un’altra categoria di dati, le informazioni. Le caratteristiche non fisiche di un personaggio, ad esempio, sono informazioni: che lavoro fa, se è sposato, come reagisce in determinate circostanze… Molti dati, inoltre, allo spettatore non vengono né mostrati né detti, perché non sono stati ritenuti importanti dagli autori. Eppure essi “devono” esistere. Un personaggio ad esempio può essere presentato senza far cenno alla sua vita prima degli eventi raccontati: ciò non toglie che certamente degli eventi quel personaggio li deve aver vissuti se ora si trova lì, a vivere quella situazione e a reagirvi in un certo modo. L’autore è libero di non dare spiegazioni, ma il pubblico è altrettanto libero di immaginarsele. L’insieme dei dati di un racconto, quelli mostrati o detti e quelli sottaciuti ma probabili, costituisce la “storia estesa”, cioè tutta la vita fittizia che riguarda i personaggi e la storia, prima e durante i fatti raccontati, e a volte anche dopo. L'esposizione è l’insieme delle operazioni narrative che coinvolgono la storia estesa col fine di scegliere, tra i molti possibili, gli eventi e le informazioni che saranno narrate nel film, la maniera di presentarle e il loro ordine di apparizione.

Le operazioni sono tre: presentazione, selezione, collocazione. La selezione è il processo che porta a scegliere di raccontare alcuni dati e implicitamente ad ignorarne altri; la presentazione determina invece il modo di esporli (mostrandoli, raccontandoli, accennandoli…); la collocazione individua i momenti in cui il pubblico li verrà a conoscere. Si tratta in realtà degli stessi processi che presiedono all'esposizione orale di una storia. Qualsiasi oratore deve decidere su quali fatti basare il proprio racconto attuando un’attenta selezione: se parla troppo rischia di annoiare se risparmia parole potrebbe non farsi comprendere; deve poi scegliere quali eventi presentare con brevi cenni -gli antefatti ad esempio- e quali invece mostrare inscenando una specie di rappresentazione; infine deve scegliere quale fatto esporre prima e quale dopo, ad esempio potrebbe ritenere efficace cominciare dalla fine -“sapete che tizio ha avuto un incidente?”- oppure riservare la soluzione del caso al finale, come sorpresa. 


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L'esposizione nella narrazione cinetelevisiva
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