LA STRUTTURAZIONE NARRATIVA


La strutturazione è uno dei procedimenti, insieme a esposizione, tessitura e progressione, che sovrintendono alla composizione di una narrazione cinetelevisiva fiction che prende forma nella sceneggiatura. La composizione consiste nella dislocazione del materiale narrativo (eventi, personaggi, ambientazione), conformemente alle scelte di configurazione (punto di vista, tono, densità), lungo tutto l’arco del film. La strutturazione è quella funzione della composizione che si occupa di suddividere il materiale narrativo in quantità discrete e coagularlo in unità via via più ampie.


La scena

La struttura delle narrazioni cinetelevisive è più rigida di quella letteraria e deve necessariamente procedere per unità discrete, che sono chiamate scene.

Una scena è il segmento narrativo che in maniera continua si svolge nello stesso tempo e nello stesso spazio.  Se viene mostrato un personaggio che esce di casa e va in strada abbiamo due scene. Allo stesso modo se un personaggio è ripreso in strada mentre da bambino gioca a palla e nella scena successiva lo si vede un anno dopo mentre va in bicicletta lungo la stessa strada, abbiamo due scene. 

Nel primo episodio di Tredici (13 Reasons Why, ideato da Brian Yorkey, 2017, USA) Clay ascolta il nastro in cui Hannah racconta del suo bacio con Justin: si alternano diverse scene ambientate nello stesso luogo ma in tempi diversi (quello attuale in cui Clay immagina l'episodio e il flashback dell'accaduto). 


Nel settimo episodio di Tredici, Clay racconta qualche scomoda verità. La sequenza è la stessa ma è ambientata in tre luoghi diversi, dunque è realizzata con tre diverse scene.



La sequenza

Molte scene sono sprovviste della benché minima autonomia narrativa e trovano un qualche senso solo se relazionate a quelle contigue. Se per esempio un personaggio giunge ad una casa ed apre la porta, quindi entra e lì comincia una conversazione con la moglie, le scene saranno due, perché due sono i luoghi rappresentati (fuori e dentro casa). La loro stretta associazione dipende dalla continuità dell’azione e dalla contiguità di tempo e spazio: il personaggio impegnato nella stessa azione passa da un luogo a quello immediatamente successivo senza sostanziale cesura temporale. Questi gruppi di scene si chiamano sequenze

Nel primo episodio di Tredici, Clay ricorda il suo primo giorno di lavoro al  Crestmont Movie Theater quando ci passa davanti in auto. Le tre scene (lui che passa in auto, il ricordo, il ritorno su di lui) costituiscono una sola sequenza.


Nel secondo episodio di Tredici, Hannah racconta della prima volta in cui ha incontrato Jessica. La sequenza racconta lo stesso evento con quattro scene: la prima in cui Hannah cammina nel corridoio, la seconda in cui nel tempo presente Clay immagina di vederla passare, la terza in cui le due ragazze aspettano, la quarta nella stanza di Mrs. Antilly. 



Le sequenze sono costituite da scene le quali a loro volta sono costituite da diverse inquadrature. Il piano sequenza (il link riporta ad una pagina di esempi) è una sequenza (quindi azioni che si svolgono in diversi luoghi e/o tempi) con una sola inquadratura. Nella gran parte dei casi questa modalità realizzativa è già decisa in fase di sceneggiatura, altrimenti è una decisione presa a livello di regia.


Il blocco narrativo

Nella gran parte dei film le sequenze tendono ad aggregarsi in gruppi omogenei, che possiamo chiamare blocchi narrativi. Questa tendenza rafforza grandemente lo scheletro del racconto, la sua chiarezza e la sua sintesi. Il criterio dominante secondo il quale le sequenze si agglutinano in blocchi non é lo stesso per tutti i film. Esso dipende dalla forza che esercitano uno o l'altro dei fattori della composizione. Se in un film è più importante l'esposizione del racconto per blocchi temporali (ciò che è accaduto, prima durante e dopo un certo evento) allora si parla di macrosequenza. Se un film è basato su più racconti (storyline) o su diversi flashback che si alternano formando una tessitura, i suoi blocchi potranno chiamarsi sezioni. Se un film adotta una struttura in cui è fondamentale il coinvolgimento emotivo del pubblico manipolando la progressione, allora i blocchi sono usualmente chiamati atti. Non sono gli unici blocchi possibili: i film possono essere divisi anche secondo il punto di vista. Oppure secondo la tematica. 

La puntata pilota di Tredici può essere suddivisa in tre blocchi narrativi: il primo dove si introduce la vita scolastica dal punto di vista di Clay, il secondo in cui Clay riceve le cassette, il terzo in cui Hannah racconta della sua relazione con Justin.



Parti ed episodi

Vi sono film dove i blocchi sono estremamente differenziati e in cui oltre alla fortissima discontinuità di tempo e luogo vi è anche quella di altri elementi narrativi, come se ci si trovasse di fronte a film diversi, se non fosse per la forte persistenza tematica, o il ricorrere di qualche personaggio. In questo caso si parla di parti.

Full Metal Jacket (r. di Stanley Kubrick, 1987, USA, UK) è suddiviso in due parti con durata equivalente. La prima racconta dell'addestramento dei marines, la seconda del loro impegno in guerra.


Se invece il film è costituito da parti in cui cambiano tutti gli elementi narrativi, allora si parla di film a episodi.

11 settembre 2001 (11'09"01 - September 11, 2002, vari registi e Paesi di produzione) è composto da 11 episodi (ognuno della durata di 11 minuti, 9 secondi e un fotogramma) indipendenti l'uno dall'altro, uniti solo dal tema (gli attentati dell'11 settembre 2001). 



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Esercizio sulla strutturazione narrativa n.1
Esercizio sull'individuazione delle sequenze a partire dall'elenco delle scene del film A History of Violence. Corrisponde all'esercizio 4.1 del Corso di linguaggio audiovisivo e multimediale.
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Esercizio sulla strutturazione narrativa n.2
Esercitazione sull'individuazione delle scene e delle sequenze a partire dalla visione individuale di un film.
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La struttura narrativa del film Sommersby.


La struttura narrativa del cortometraggio Amal



I contenuti di questa pagina sono più estesamente trattati nel Corso di linguaggio audiovisivo e multimediale a p.102 a p.106.